| Esorcismi al cinema |
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Che fine ha fatto l'estro dietro la macchina da presa, capace di sfornare vecchi capolavori come L'Esorcista di William Friedkin, tanto per rimanere nel genere?di Lo Sbigottito Quotidiano Deludente, deludentissimo, Il Rito di Mikael Hafstrom, sbarcato da non molto nei nostri cinema. Il cast presenta due tori di razza del cinema internazionale come Anthony Hopkins e Rutger Hauer, senza tuttavia riuscire minimamente a convincere. La trama. Michael Kovak (Colin O'Donoghue) è un giovane seminarista americano, scettico nei confronti dell'esorcismo. Durante i suoi studi per diventare prete, viene inviato in Vaticano per frequentare una scuola di esorcismo. Egli accetta, seppur con riluttanza, e mentre è a Roma incontra un prete dai metodi poco ortodossi, padre Lucas (Anthony Hopkins), che gli presenterà il lato più oscuro della sua fede. Il ragazzo, in balia del credere o meno in Dio, e dubitando del suo credo religioso cattolico, trova la sua occasione per dimostrare la propria fede quando vengono incaricati tutti e due di seguire un presunto caso di possessione. Incontreranno così una ragazza che cercheranno di aiutare e che farà vivere loro un'esperienza fuori dal normale. La vita della ragazza, e del figlio nel suo grembo, verrà presa dal demonio e, dopo di ciò, vi sarà un susseguirsi di ulteriori avvenimenti diabolici. Primo segnale del film che va a donne perdute, lo abbiamo quando nel bel mezzo di un esorcismo a padre Lucas squilla il cellulare. Non è chiaro se il telefono sia squillato al personaggio o all'attore... Altra stonatura che completa il quadro tragico dell'opera, è l'ingaggio di attori italiani, fra cui Maria Grazia Cucinotta, con tanto di dialoghi privi di doppiaggio, che regalano al pubblico italiano intensi momenti di recitazione stile "Cesaroni". Insomma, aridatece l'Esorciccio! 30 marzo 2011 |