| Dalla depressione post partum al Time, le lezioncine sbagliate del Corriere |
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Sarà che Isabella Bossi Fedrigotti ha dedicato talmente tanto impegno ai suoi libri da tralasciare o sottovalutare l’attività giornalistica, sarà che a suo parere - come sosteneva nel suo articolo per il Corriere del 23 giugno scorso, a proposito degli esami di stato - “il testo letterario richiede conoscenza storica, l'articolo di giornale è invece più accessibile a tutti”, fatto sta che la contessa deve avere un’idea curiosa del giornalismo. di Ylenia Berardi Due settimane fa, sempre sulle colonne del Corriere della Sera, filosofeggiava sulla depressione post partum e benediceva Gwyneth Paltrow perché, rilasciando un’intervista sulla sua esperienza, aveva permesso che i riflettori si riaccendessero sull’argomento. La contessa protestava perché a suo avviso questo problema che affligge un numero sempre più alto di donne, è ancora considerato “una nebulosa invenzione dei nostri tempi”, dimostrando di ignorare completamente che, qualche settimana prima, era stata data notizia di un’importante scoperta scientifica che ha spiegato che si tratta di una vera e propria malattia. Non paga evidentemente di aver “bucato” completamente una notizia, ha pensato bene sabato scorso di cedere il passo alla banalità, imbastendo un ragionamento in salsa politically correct sul labile confine tra diritto d’informazione e ricerca dell’audience. Destinatario dell’accusa il settimanale TIME, reo di aver pubblicato in copertina la foto di una ragazza afghana alla quale i talebani hanno fatto tagliare naso e orecchie come punizione per essere fuggita dalla casa dei suoceri. Che l’informazione spesso ricorra al sensazionalismo e alla spettacolarizzazione della notizia non è un mistero e soprattutto non è pratica recente, che a volte si esageri davvero – come quando un’emittente locale mandò in onda il video girato sulla scena del delitto di Meredith Kercher - non si può negare, ma che Isabella Bossi Fedrigotti se la prenda con uno dei settimanali più autorevoli e prestigiosi del pianeta, è francamente esagerato! Così come è esagerata la lezioncina sull’ipocrisia dei media e del giornalismo. Peraltro sarà sfuggito alla scrittrice che Time, primo news magazine americano, è conosciuto in tutto il mondo soprattutto per le celebri copertine, spesso dedicate a personaggi particolarmente emblematici; per non parlare della copertina del primo numero del mese di dicembre, che elegge la “Persona dell'Anno”. Come si fa a commentare semplicisticamente che Time abbia scelto quella foto “per incrementare la tiratura”! Caro direttore De Bortoli, se è vero che non se ne può più dei giornalisti che vogliono fare gli scrittori ad ogni costo, è vero anche il contrario: perché una scrittrice di narrativa deve necessariamente fare la giornalista collaborando con il quotidiano più autorevole del Paese, pur dimostrando quasi quotidianamente – per usare un eufemismo - di non avere senso della notizia? Si potrebbe rispondere, caro Direttore, “Cosi è la vita”, titolo del forum che Isabella Bossi Fedrigotti gestisce su Corriere.it e al quale farebbe bene a dedicare tutto il suo impegno per evitare a se stessa e al Suo giornale spiacevoli scivoloni. |