| L'invenzione della libertà di Jean Starobinski |
|
|
|
|
Starobìnski ci porta dentro il secolo dei Lumi, che si anima delle immagini frivole delle pastorelle di Watteau, dei boudoir di Boucher, dei capricci di Tiepolo, dei severi soggetti classici e dei mostri di Goya. Il titolo "L'invenzione della libertà" ripropone felicemente l'antico significato di "invenzione", cioè ritrovamento, come quando si parla dell'Invenzione della Santa Croce", e quello moderno di invenzione come di creazione di qualcosa di nuovo. "Il periodo storico che va dalle feste galanti all'apparizione sui campi di battaglia del motto “Libertà o morte”, può essere considerato la scena sulla quale un movimento di libertà guizza, esplode e si espande in un tragico scintillio". Sappiamo come l'epilogo di questa vicenda non soddisfi le premesse, assistiamo a un alternarsi di abusi e di proteste. Il gusto per la vita libera si esplicita ora nel godimento sfrenato, ora nel richiamo a un rinnovamento morale. "L'uomo è nato libero" proclama Rousseau, è la società a ridurlo in catene, occorre trovare un sistema sociale in cui l'esigenza dell'ordine e quello della libertà non siano in collisione. La soluzione potrebbe essere in una nuova arte sociale. Arricciamo il naso pensando a un'utopia astratta. Ma allora il senso della parola "arte" non si era ancora ristretto, specializzato, sterilizzato. Per Locke, Montesquieu è arte quella del legislatore che regola i rapporti tra il potere del sovrano, che tende alla tirannide, e gli appetiti individuali, che si esprimono in modo anarchico. Nel corso del Settecento si impone una concezione dell'Opera d'Arte come atto per eccellenza della coscienza libera. I poeti, i musicisti, i pittori possono esprimere questo nuovo spirito anche perché esiste un nuovo pubblico, inquieto, incalzante e incazzato. David, guardando alla Roma Repubblicana, fa sorgere una radiosa Saggezza dalle macerie dell'Ancien Régime. Piranesi, dopo averne rappresentato le rovine desolate, con le sue "Carceri", dalle scalinate a spirale che non portano a nulla, esprime l'angoscia del prigioniero chiuso in un labirinto, privato della libertà, E se la Rivoluzione francese comincia con la presa della Bastiglia, anche il popolo ha bisogno di gesti simbolici per liberarsi dagli "incubi della ragione". |