il Predellino

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Foibe. L'ultimo testimone PDF Stampa E-mail

La spietata ricostruzione dell'infoibamento costituisce il nucleo centrale del racconto arricchito, soprattutto nella parte iniziale e finale, da riferimenti storici e geografici che permettono di dare uno sfondo decisivo alla quasi dimenticata tragedia delle foibe.

da il Foglio

 

La testimonianza di Graziano Udovisi è quella di un vecchio di ottantacinque anni che riporta alla mente un'esperienza tragica che lo ha segnato e cambiato profondamente. E' la parola di uno degli ultimi testimoni. Udovisi riflette innanzitutto su come l'esercito italiano in Istria sia stato abbandonato a se stesso dopo la dichiarazione di non belligeranza dello stato italiano nel settembre 1943. Quest'aspetto introduce un tema che fa da sosti-aie al racconto e che suscita amarezza: la disparità di atteggiamento nei confronti di chi era nato nel Regno d'Italia rispetto agli istriani. I militari che tentavano la fuga verso Trieste per far ritorno a casa venivano obbligati a passare dalla parte dei partigiani comunisti e l'aver aderito alla Milizia per la difesa territoriale contro le truppe di Tito è stato considerato un gesto da fascisti e da traditori. Drammatica la parte dedicata alle torture inflitte prima di essere gettato nella foiba fino al momento in cui riesce, stremato, a risalire dalla cavità. E' lucido e tremendo l'impatto che solo la parola diretta di chi ha vissuto simili bestialità è ancora in grado di far provare. Oltre ogni malessere fisico che annulla addirittura il dolore, c'è però la speranza e un'invocazione semplice alla Madonna pronunciata nell'istante prima di essere gettato nella fossa. Questo racconto è arricchito dall'inserimento di un altro racconto, tipograficamente evidenziato, scritto in pochi giorni dall'autore stesso nel 1987 e inviato all'amico Giulio Bedeschi. L'ultimo sopravvissuto non può tralasciare alcun aspetto, non deve permettere all'oblio di edulcorare qualcosa che la vivezza del ricordo ha mantenuto, giustamente, spietato. Oltre la metà del racconto, qualche fotografia fa da corollario a ciò che la potenza della parola era già riuscita a evocare. La seconda parte della testimonianza è dedicata ai due anni di carcere che ha dovuto scontare dopo essere stato denunciato per collaborazionismo. Qui i toni si fanno molto più distesi, quasi a voler significare che la galera era niente rispetto a quello che aveva passato. La conclusione è affidata alla voce del poeta Mario Varea che ripercorre il calvario del protagonista riflettendo su quanto fosse forte in lui, nato in Istria, il valore della patria Italia.


8 marzo 2010

 


  
 
L'Acquario

Oggi il pesce rosso è più laconico del solito perché un problema complesso ha trovato soluzione: «Che fai mi cacci?» Aveva chiesto l'uomo dalla cravatta rosa: Risposta secca : «Si!»
Ora tocca all'allegra compagnia di Bocchino Granata Viespoli risolvere un altro quesito: « Siam finiani o siam finiti?» 

Il Pesce rosso

30 luglio 2010

 



LETTURE

venerdì, 30 luglio

Bello, brutto e cattivo
Senza pietà: il Cavaliere va alla guerra contro i finiani con grande convinzione e determinazione. I retroscena di Paola De Caro e Alessandro De Angelis. Esulta Vittorio Feltri, convinto che la quiete, dopo la tempesta, non possa che far bene al governo.
Al “controcanto” pensa Giuliano Ferrara, mediatore fallito: Silvio ha sbagliato, meglio un divorzio razionale, così pagherà un prezzo.Poi però il direttore del Foglio enumera le ragioni che stanno dalla parte del Cav. Più rude Maurizio Belpietro: siamo solo all’inizio di una battaglia senza esclusione di colpi.
Più raffinato Mario Sechi: sbagliato e riduttivo pensare che sia un semplice ritorno alla divisione An-Fi.

Meteo politico
È l’ora delle previsioni: finiani in affanno al senato, i conti al momento non tornano. Gianluca Roselli, pallottoliere alla mano, spiega: Silvio deve trovare otto deputati per stare tranquillo. Ma potrebbe essere Rutelli, secondo il Giornale, l’ancora di salvezza del leader Pdl. Resta il rebus sulla presidenza della Camera: come cacciare l’ex leader di An? Azzardiamo un’ipotesi, un suggerimento che potrebbe muovere il duodeno di Gianfranco: la maggioranza che esce dall’aula quando vi entra lui.

Storia di un amore mai nato

L’imprenditore e il politico, 16 anni insieme senza volersi troppo bene. Firmato Pierluigi Battista.

Grandi manovre… quelle vere!

Poche ore prima del divorzio, la Camera ha approvato
la finanziaria che taglia gli sprechi, combatte l’evasione e aiuta l’Italia a uscire dal tunnel della crisi.

Cesare non vive a Palazzo Grazioli   

La procura di Roma smentisce la ricostruzione delle intercettazioni: con la P3
il premier non c’entra
. E adesso chi si scusa?

Obiettivo flessibilità
Caso Fiat, leggete
Oscar Giannino!

 

Aforismi fiorentini

Alla trasmissione Omnibus estate, su La 7, Livia Turco ha detto: “sono garantista, ma ci sono indagini e indagini”.
Poi ha spiegato che quella su D’Alema, per esempio, è diversa dalle altre.
Garantismo Turco?

 
Il Taciturno

30 luglio 2010


 



 Dal PDL


venerdì, 30 luglio

Benedetto Della Vedova
“Questa è paura della politica”. Intervento prevedibile e contorto.

Gennaro Malgieri
.
Ottimista come sempre: “Il divorzio di Fini peserà sugli equilibri del Lazio”.

Amedeo Labocetta
con buonsenso “Consiglio ai finiani, gli italiani non amano chi fa la guerriglia”. 

Carmine Santo Patarino

“Noi non abbiamo intenzione di andare via”. Coerente.

Francesco Divella
“Seguirò Fini fino alle estreme conseguenze”. Incosciente?

Domenico Di Virgilio
“Non mi pare ci siano prove concrete contro Denis Verdini”. Garantista come sempre.

Gaetano Quagliariello
“Abbiamo visioni diverse, noi da destra liberale e loro da giustizialisti”.

Enzo Scotti
“Il governo andrà avanti e saremo coesi”. Ottimista.

Roberto Formigoni
“Ora nessuno osi parlare di tagli”.
che ammette:"Non bastano gli aiuti di stato per aiutare la famiglia".

Arte, Cinema, letteratura e molto altro ancora
 
 
 
 
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