il Predellino

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Usa faro di civiltà PDF Stampa E-mail

L'incontro fra Barack Obama e il Dalai Lama rivela, non solo lo stato delle due Stati, ma e emblematico soprattutto della concezione della politica del nuovo presidente degli Stati Uniti.

di Manuela Repetti da Avanti!

 

 

 

La questione tibetana è la cartina di tornasole del rapporto tra la giustizia e il potere. La Cina ha cancellato l'autonomia del Tibet, procedendo con la forza al progressivo annullamento dell'autonomia di una regione con una forte connotazione spirtuale. I diritti del Tibet non si possono disconoscere; infatti, tutti gli Stati e tutti i governi si inchinano al Dalai Lama, portavoce disarmato di un popolo sottomesso dalla potenza imperiale della Cina. Finora, tuttavia, nessun governo si e spinto oltre un formale riconoscimento dei diritti del Tibet. La Cina ha elevato forti proteste diplomatiche e politiche ogniqualvolta il Dalai Lama è stato ricevuto con tutti gli onori riservati non solo ad un rappresentante religioso. Ciò che è avvenuto anche in questa occasione. Dopo l'udienza concessa al Dalai Lama da parte del presidente Obama, il governo cinese ha fato sapere che l'incontro "interferisce con la politica interna cinese", esortando gli Stati Uniti a smettere di essere "conniventi e sostenitori di forze separatiste anticinesi".
Ciononostante, l'amministrazione americana ha voluto ricevere il Dalai Lama riconoscendo l'esistenza di una questione storica politica e religiosa che non ammette una soluzione di forza. Obama sa perfettamente che questa posizione non e destinata a migliorare i rapporti degli Stati Uniti con la potenza economica e politica cinese. L'America avrebbe l'interesse a stabilire con la Cina rapporti commerciali ed economici sempre più stretti, chiudendo un occhio rispetto ai problemi dei diritti umani e alla questione tibetana. Invece no. Il nuovo presidente non chiude gli occhi e pone di fronte al mondo la questione del Tibet come una questione, che riguarda tutte le democrazie e la libertà. Ciò significa che la nuova presidenza degli Stati Uniti prende sul serio i principi che proclama come ha dimostrato sulla questione della riforma della sanità. E anche così che gli Stati Uniti, soprattutto da quando alla guida del Paese c 'è Obama, continuano ad essere un faro di civiltà e un avamposto a difesa della libertà in un mondo attraversato da rischi e pericoli sempre più minacciosi.


24 febbraio 2010

 


  



LETTURE

giovedì, 9 settembre

Voto o non voto?
Silvio Berlusconi frena il Carroccio e prenota l’Aula per fine settembre: l’obiettivo è continuare a governare e non darla vinta a chi ha tutto l’interesse di far saltare il banco. L’analisi e le indiscrezioni de il Foglio sul nuovo corso del Cavaliere.  

Anticostituzionale  a chi?
Cacciarlo si può. L’articolo di Davide Giacalone evidenzia la legittimità dell’iniziativa promossa da Bossi e dal presidente del Consiglio per discutere col Colle dell’inopportunità politica della carica ricoperta da Fini. Costituzione a parte, c’è un precedente storico che non fa certo fare bella figura all’attuale numero uno di Montecitorio: è quello di Saragat, raccontato da
Paolo Armaroli
sul Giornale. E il presidente della Camera sfigura anche nell’autorevole intervento del sociologo
Luca Ricolfi
: è illiberale e vuole l’assistenzialismo, il suo è il partito della spesa pubblica.
Intanto Marcello Veneziani sforna un provocatorio, quanto lucido e gustoso editoriale su Re Silvio: gli italiani hanno sempre voluto un leader forte e capace di incarnare i loro bisogni. Ma quelli dei salotti chic (che oggi ospitano pure  i finiani) non vogliono farsene una ragione. Anzi, l’insulto continua: per i futuristi  quelli del Pdl si dividono in due categorie: cani o prostitute. Manganellate in libertà.

L’armadio con gli scheletri è a Montecarlo
Inutile illudersi: su Montecarlo non è affatto calato il sipario.
Secondo il Tempo sono ancora troppe le incongruenze e le strane coincidenze.
Su Libero Franco Bechis si sofferma sul milione di motivi che lega l’ex leader di An alla casa dei misteri.

Botte da orbi
Per la seconda volta, in pochi giorni, la festa del Pd finisce in guerriglia.  Al presidente Schifani gli insulti, ieri con Bonanni sono passati dalle parole ai fatti. Lo sfortunato evento di Torino funge da metafora dell’amaro destino del Partito democratico: subire, inerti, la violenza di una sinistra estremista e autodistruttiva.

L’unione fa la forza
Prove generali di “politiche” per l’opposizione a Milano. Si parte male, malissimo: correranno in tre per Palazzo Marino.

Viva la coerenza
Augusto Minzolini sempre più nell’occhio del ciclone. La chiarezza delle sue idee non piace ai gerarchi Rai e nemmeno ai finiani, che vorrebbero spedirlo al polo nord. E pensare che, prima di Mirabello, Bocchino aveva sempre difeso il direttore del Tg1.

Successo italiano

L’Iran sospende la condanna contro Sakineh. Per il momento è stata vinta solo una battaglia, ma non si può non sottolineare l’incredibile lavoro svolto dalla nostra diplomazia.



 Dal PDL


Giovedì, 9 settembre

L’oro di “Napoli”
La deputata finiana accusa: “Non escludo che senatrici siano state elette dopo essersi prostituite”. Prevedibili le dure reazioni delle parlamentari. Daniela Santanchè: “Puro attacco a Berlusconi”. Beatrice Lorenzin: “Questo non è certo far politica”. Alessandra Mussolini: “Intervenga subito la Camera”. Elvira Savino, intervistata sul Corriere, si è fatta un’idea: “Parole maschiliste dettate dalla rabbia verso noi berlusconiane”.

L’Italia secondo Fini
Riforme e federalismo, il leader di Fli espone il suo pensiero al Corriere della Sera. Secca e disarmante la controreplica di Angelo Panebianco: “I miei dubbi permangono”.

Per favore, qualcuno lo fermi
Intanto Fabrizio Cicchitto torna all’attacco: “Gianfranco ormai non si contiene più”.

L’ottimismo è il profumo della vita
Ignazio La Russa crede nei numeri della maggioranza e spera ancora nell’appoggio dei finiani: “Non tutti sono volgari bugiardi”.

Gay pride in parlamento
Battibecco a Montecitorio tra Daniele Capezzone e Enzo Raisi. Il portavoce Pdl: “Hai scritto una cosa oscena”. Il finiano: “Mi dispiace, era un complimento”.

Tranquilli, non me ne vado
Giuseppe Valditara smentisce le voci su uno passaggio ai berlusconiani: “Adesione convinta e non modificabile”.

Non c’è più Tatarella
Domenico Nania punta il dito contro i cattivi consiglieri dell’ex leader di An: “Ora accanto ha Granata e Briguglio…”.

Elogio alla Realpolitik
Silvio, Putin e Gheddafi. Renato Farina spiega perché conviene questa politica estera.

L’ideologo della libertà
Ecco il programma di governo di Fli per il resto della legislatura. A scriverlo, sul Secolo, ci pensa addirittura Luca Barbareschi!

Arte, Cinema, letteratura e molto altro ancora
 
 
 

 


 
''Babbo Natale, liberaci da Minzolini'', chiedono i finiani. Oh, bella! Ma non sanno che i regali non li porta, Babbo Natale, a coloro che si sono comportati male? In cambio, solo carbone. O elezioni anticipate. Prosit.

 
  La Taciturna

8 settembre 2010