il Predellino

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Gli eco-catastrofisti vera minaccia per il Pianeta PDF Stampa E-mail

«Date retta a coloro che cercano la verità ma non fidatevi di quanti sostengono di averla trovata», così sosteneva André Gide e questa preziosa raccomandazione apre l'ultima circolare di un sito inglese (Benny Peiser) dedicata allo stato del dibattito sul clima.

di Antonio Martino da Libero

 

In realtà, date le non esattamente gradevoli temperature di questi giorni, il momento appare particolarmente adatto per fare il punto della situazione delle catastrofiche previsioni sul riscaldamento globale.
I profeti di sciagure non sono attualmente in un particolare stato di grazia: molte delle loro terrificanti asserzioni sono state ignominiosamente sbugiardate. Per esempio, abbiamo appreso che le conclusioni del gruppo di esperti dell'Onu sull'incombente scomparsa dei ghiacciai erano in realtà basate... sulla tesi di laurea di uno studente e su un articolo di una rivista di alpinismo! La rivelazione ha costretto l'IPCC (il gruppo intergovernativo di esperti del riscaldamento globale) all'inizio di gennaio ad imbarazzate ed umilianti scuse. La tesi di laurea in questione era stata scritta da uno studente svizzero e basata su interviste fatte a guide alpine. Quanto all'articolo, si fondava su pareri raccolti fra scalatori che raccontavano ciò che avevano visto nel corso delle loro ascensioni. Se sono queste le basi scientifiche delle previsioni dei teorici del riscaldamento globale, possiamo stare tranquilli! C'era del resto stata prima la storia dell'imminente (nel 2035!) fine dei ghiacci dell'Himalaya, previsione basata su voci raccolte a caso e priva di qualsiasi supporto. Lo scandalo seguito a questa storia aveva condotto alla richiesta di sciogliere l'IPCC, ma la maggioranza degli esperti aveva difeso ad oltranza il lavoro del gruppo sostenendo che si trattava soltanto di un insignificante incidente di percorso e che la maggior parte del lavoro del gruppo disponeva di solide basi scientifiche. Quanto all'Onu, un suo rapporto prevede che il riscaldamento globale spazzerà via il quaranta per cento delle foreste dell'Amazzonia. Bene, scopriamo che questa orripilante prospettiva era basata su voci diffuse da attivisti verdi e totalmente prive di base scientifica!
C'è poi la storia dei messaggi di posta elettronica degli scienziati dell'istituto di ricerche sul clima dell'università di East Anglia intercettati, che mettono in evidenza lo scarso rispetto per la verità di questi insigni studiosi, interessati più a convincere l'opinione pubblica della bontà delle loro idee che non a far conoscere gli esiti di ricerche rigorose.
Quanto le mail in questione suggeriscono è che il dottor Phil Jones ha collaborato a occultare le deficienze dei dati cinesi sulle temperature che aveva usato a sostegno della sua ricerca sulla forza del recente riscaldamento globale. Secondo il quotidiano inglese Guardian (1 febbraio) i dati, ottenuti da studiosi americani e da collaboratori cinesi, non possono essere verificati perché non più reperibili! D'altronde i dati a nostra conoscenza suggeriscono che quelli irreperibili erano del tutto sbagliati!
E ancora: la conferenza di Copenhagen conclusasi con un tragicomico fallimento dimostra quanto seriamente i governi di molti Paesi prendano le catastrofiche previsioni dei teorici del riscaldamento globale. Infine, ma certamente più importante, l'origine dell'aumento delle temperature, ammesso che esista e non sia un'invenzione della creatività degli studiosi, non è affatto detto che sia da imputare alle attività produttive dell'uomo. È quindi del tutto gratuita la convinzione che sia necessario limitare o impedire le attività umane per contenere l'emissione di anidride carbonica, impedendo così la catastrofe del riscaldamento globale.
Il vero problema a me sembra costituito non dalla diffusa ignoranza della gravità della minaccia, non è vero che l'opinione pubblica ne sa poco, ma al contrario dal fatto che ne sa troppo, sa troppe cose che non sono vere. E questa sistematica, ossessiva, propagazione di disinformazione il vero obiettivo degli eco-catastrofisti. Sono motivati dall'interesse personale, dal desiderio di ottenere finanziamenti per le loro ricerche, e ispirati dalla viscerale avversione nei confronti del mondo moderno, nel convincimento che è l'uomo e le sue attività il vero pericolo per la natura. Se solo non ci fossero esseri umani!
Evidentemente La Tse aveva visto giusto già sei secoli prima di Cristo: «Quelli che sanno non prevedono, quelli che prevedono non sanno»!

4 febbraio 2010

 


  



LETTURE

venerdì, 6 agosto

Retroscena
Silvio non resta a guardare e prepara già la controffensiva di settembre su due fronti: per il governo è pronto a chiedere la fiducia su giustizia, fisco, federalismo e mezzogiorno; per il partito pensa a un’autentica rivoluzione e all’azzeramento dei vertici. Ma nella testa ci sono pure le elezioni: pronta una macchine elettorale in stile Obama. E ora da Fini sembrano arrivare i primi segnali di tregua. Quando giocando col fuoco ti scotti, ci pensi un po’ prima di rifarlo…

Analisi
Piero Ostellino suggerisce al premier di recuperare la vecchia spinta liberale per uscire dal guado e vincere la sua battaglia.
Davide Giacalone invoca la Terza Repubblica prima del voto e Maurizio Belpietro preferisce invece soffermarsi sull’atteggiamento di Fini: “Si comporta peggio di tutti”. Ci va giù pesante anche Giampaolo Pansa: “Gianfranco? Un tattico senza strategia”. Lapalissiano ma leggibile.

Scandalo
Appartamento di Montecarlo: nella sede di An è arrivata la Finanza. Secondo Alessandro Sallusti adesso spunterebbero addirittura altre case, mentre l’infaticabile Gian Marco Chiocci scopre che quell’immobile non doveva finire ad Alleanza Nazionale.
Panorama indaga su quel “tesoro di donna” di Elisabetta Tulliani e Flavia Perina esulta, un pizzico in ritardo, per la nuova operazione trasparenza. Mario Sechi dalle colonne del Tempo cita l’Economist. Il colpo finale lo infligge Franco Bechis con l’ennesimo scoop: ecco la storia dell’uomo di An in Rai purgato per i no a Lady Fini.

Recupero evasione, altroché chiacchiere!
Evasione, recuperati ben 4,9 miliradi in soli 7 mesi. Roba da far impallidire pure Visco e Padoa Schioppa. Il Foglio gongola per l’ultimo successo della politica del fare.

Baffino
Massimo D’Alema sempre più preoccupato dall’attivismo del rivale Nichi Vendola, osannato persino da El Pais. E al Riformista punta i piedi: “Non può essere il leader del centrosinistra”.

Spatuzza giornalista. I miracoli dei giornali di De Benedetti
Consacrazione finale per l’eroe numero uno degli anti Cav. Il pentito diviene addirittura grande firma dell’Espresso.



 Dal PDL


venerdì, 6 agosto

Tra un Bocchino e una Granata
Fini finirà vittima dei suoi stessi uomini. Parola di Maurizio Lupi.

Un nuovo Pdl
Partirà dai collegi elettorali. L’intervista di
Gaetano Quagliariello

al Sole.

Il governicchio no
Assolutamente contrario Lamberto Dini: “L’incertezza spaventa i mercati”.

Profeta senza patria
Gennaro Malgieri attacca: “A Roma il finismo ha fatto flop”.

Tutti mi cercano, nessuno mi trova
Parla Giuseppe Consolo, il finiano assente alla mozione Caliendo.

Comunista io?
Italo Bocchino tiene a precisare: “Noi mai con la sinistra”.

L’urna della paura
Silvano Moffa, portavoce di Fli, prova ancora a scongiurare le elezioni.

Lo scaricabarile
Casa dei misteri, Enzo Raisi tira in ballo Ignazio La Russa.

La decima finiana
La new entry
Barbara Contini si confessa alla Discussione.

L’acqua calda

Beppe Pisanu fa una scoperta epocale: “No alle elezioni anticipate, in parlamento tantissimi i contrari”. Ma dai?

Folgorata sulla via di Damasco
Con una lunga intervista
Il Secolo celebra
Chiara Moroni
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Rabbrividisco e impreco
La delusione di
Stefania Craxi contro l’ex compagna di partito: “La ragazza contraddice se stessa”.

Il ritorno di Scajola
L’ex ministro si riprende la scena: “Incarichi? E’ presto”.

Nelle mani di un capopolo
Raffaele Fitto replica a muso duro alle accuse di Nichi Vendola.





Arte, Cinema, letteratura e molto altro ancora
 
 
 

 


Aforismi fiorentini
 
Ben informati riferiscono che incontrando Fini e Rutelli, Casini, orgoglioso, abbia detto: “quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare”.
Momento di imbarazzo.
Poi hanno spiegato a Fini che non si riferiva alle slot machines di Atlantis Word. 

 
  Il Taciturno

6 agosto 2010