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Varsavia e Parigi come Milano e Roma onorano il grande artista Tantissima musica, ma non solo: anche mostre e persino un videogioco. Maratona polacca di 171 ore e concerti in tutto il mondo per celebrarne il bicentenario
di Giuseppina Manin da il Corriere della Sera
«Vivi in fretta, muori giovane, lascia un bel cadavere». Il motto di James Dean si addice a Frédéric Chopin, il poeta del pianoforte, il polacco più celebre al mondo. Più di papa Wojtyla, più di Lech Walesa. Trentanove anni vissuti pericolosamente, tra genialità musicale, passioni amorose, furori rivoluzionari. Elegante nei tratti, capelli lunghi e sguardo malinconico, romantico pallore tubercolotico, amico dei più grandi artisti dell'epoca, da Bellini a Liszt, da Berlioz a Delacroix, adorato da contessine come Maria Wodzinska, scrittrici famose e spregiudicate come George Sand, fanciulle in fiore come lane Stirling, la sua'allieva scozzese, al suo fianco negli ultimi anni. Chopin forever young. Persino adesso che compie 200 anni. Compleanno da gran festa in tutto il mondo, soprattutto in Polonia, nonostante il giorno della nascita resti un mistero. Il 22 febbraio come dice l'atto battesimale, o il 1° marzo come ha sempre sostenuto la famiglia? Tra le due date intercorrono 171 ore. Quante saranno quelle della maratona chopiniana di Varsavia, che per non far torto a nessuna delle due ipotesi, le abbraccia entrambe in un ponte musicale ideale, da lunedì scorso a lunedì prossimo. «Un genio ha il diritto a nascere nel corso di una settimana», scherza Waldemar Dabrowski, presidente del comitato dell'Anno Chopin. E quindi via: otto giorni e otto notti a tutto Chopin. Di scena 250 musicisti, tra cui superstar della tastiera come Murray Perahia, Ivo Pogorelic, Nelson Goerner, Janusz Olejniczak, Rafal Blechacz (prodigioso vincitore dell'ultimo Concorso Chopin), Kevin Kenner, Daniel Barenboim, Nikolai Demidenko e Evgeni Kissin. Domenica, vigilia del i° marzo, messa solenne a Cracovia officiata dal cardinale Stanislaw Dziwisz, mentre a Varsavia suoneranno Martha Argerich e Daniel Barenboim. Sempre il 1° marzo concerti nel Castello e nel Teatro nazionale, oltre che nella casa natale del compositore, a Zelazowa Wola. E sempre nella stessa data a Varsavia riapre il museo Chopin, ristrutturato secondo il progetto multimediale dello studio Migliore&Servetto di Milano. Non basta. Come Mozart per l'Austria, anche Chopin è destinato a diventare l'icona della Polonia: un marchio da spendere alla grande per rilanciare la cultura, il turismo e il marketing. La sua faccia e il suo nome campeggiano su cioccolatini e vodka, francobolli e borse. E per non perderlo mai d'orecchio, a Varsavia hanno messo a punto un percorso con 14 panchine sistemate in diversi luoghi dove uno si siede e, premendo il tasto «play», ascolta la sua musica. Che nel frattempo è finita anche in orbita. A rallegrare i valzer spaziali degli astronauti dello Shuttle partiti lo scorso 8 febbraio, un cd con una compilation, dono del governo polacco. Sempre sul fronte multimediale, si segnala «Eternai Sonata», un videogioco di ruolo che intreccia la fantasy con h biografia reale del compositore. E poi c'è anche un musical. dell'inglese Richard Berkeley che l'ha scritto per avvicinare i giovani a un artista così sovversivo e rivoluzionario che i nazisti, durante l'occupazione della Polonia, ne proibirono l'ascolto. Non manca infine neanche la reliquia: il corpo di Chopin, morto a Parigi non si sa se di tisi o di una malattia ereditaria, è sepolto al Père Lachaise, ma il suo cuore, per volere del compositore è stato traslato in patria, conservato nella chiesa di Santa Croce di Varsavia, in una teca di cristallo, sotto cognac. Particolare quest'ultimo un po' sgradito ai polacchi, fan della vodka. Ma tant'è, l'«imbottigliamento» è stato fatto in Francia, una sostituzione alcolica risulterebbe inopportuna. A celebrare Chopin non è solo la Polonia. Circa duemila sono i concerti e le manifestazioni a lui dedicati in programma nel mondo. Tra le capitali europee, Parigi, dove Chopin ha vissuto per molti anni, fa le cose in grande: concerti alla Biblioteca polacca, al Musée d'Orsay, al Théàtre des Champs Elysées. E alla Salle Pleyel, intitolata al suo celebre pianoforte, in cartellone sono Barenboim, Zimerman, Argerich. A Vienna grande mostra con documenti e fotografie, in Germania su Chopin escono anche fumetti. E negli Emirati Arabi, al festival di Abu Dhabi che prenderà il via il 20 marzo, verrà presentata in prima mondiale una nuova versione del Concerto n.1 per strumenti orientali e arabi. Molti gli eventi anche in Italia. A Roma a Santa Cecilia è stato appena applaudito Pollini, a Milano alla Scala il 1° marzo una giornata dedicata a lui, al centro due rari fortepiani Pleyel, per ricostruire il suono dello strumento su cui lui componeva. Infine, sul fronte discografico, da segnalare la «Chopin complete edition» in 17 cd della Universal, l'integrale della Emi, gli Scherzi eseguiti da Pietro De Maria per la Decca, il Chopin di Rubenstein e Kissin edito da Sony. Interrogato su cosa direbbe a un giovane per spingerlo all'ascolto di Chopin, Ivo Pogorelic, che ne è uno degli interpreti più sensibili, così risponde:«Gli direi: è sufficiente spingere il tasto “play”.Il resto lo fa tutto Chopin» .
26 febbraio 2010 |