Il Predellino si mette il velo? No, decisamente no. Ma consiglia vivamente ai suoi lettori la fatica letteraria di Martino Pillitteri, simpaticissimo conoscitore del mondo arabo, che dopo anni – decisamente intensi, anche sul piano affettivo – con il mondo musulmano, ha deciso di scrivere questo libro sferzante, divertente, dissacrante, da divorare pagina dopo pagina. Un piccolo capolavoro che l’editore Mursia – che ci ha gentilmente offerto la possibilità di pubblicarne alcuni stralci – ha intelligentemente mandato alle stampe.
Correte quindi ad acquistare “Quando le musulmane preferiscono gli infedeli”, ed. Mursia. I racconti di Martino Pillitteri saranno uno splendido passatempo per questo caldo agosto. Buona lettura!

Terza Pagina


Il Predellino pubblica uno stralcio del libro scritto da Mattia Ferraresi e Martino Cervo dal titolo “Obama. L’irresistibile ascesa di un’illusione”. Il libro di Cervo e Ferraresi è semplicemente bello, semplice. In una parola: godibile. Ma non per questo semplicistico, scontato, banale. È una splendida lettura estiva e per questo vivamente consigliata dal Predellino. Speriamo che questo “assaggio” vi convinca. Sono dieci euro spesi alla grande!
Sarà che Isabella Bossi Fedrigotti ha dedicato talmente tanto impegno ai suoi libri da tralasciare o sottovalutare l’attività giornalistica, sarà che a suo parere - come sosteneva nel suo articolo per il Corriere del 23 giugno scorso, a proposito degli esami di stato - “il testo letterario richiede conoscenza storica, l'articolo di giornale è invece più accessibile a tutti”, fatto sta che la contessa deve avere un’idea curiosa del giornalismo.
“Destra e Sinistra” è il titolo di un famoso saggio che Norberto Bobbio scrisse alcuni anni fa. Ma oggi nella politica italiana hanno ancora un senso le parole destra o sinistra?
Oggi tutti si proclamano indistintamente liberali e liberisti, eppure i due termini non sono sinonimi. Anzi, la disputa intellettuale tra liberisti e liberali negli anni è stata agguerritissima, basti ricordare quella famosa tra Benedetto Croce e Luigi Einaudi.
Non chiamatele ‘sopravvissute terminali’ o ‘lungosopravviventi’, né tantomeno ‘malate costanti’. Loro rappresentano ‘il coraggio delle donne’.



