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I neo-presidenti delle province ringraziano personalmente il Presidente del Consiglio. Il suo attivismo è stato il motivo principale del clamoroso successo del PDL in Campania.
di Alfonso Piscitelli
Abbiamo rivolto una domanda in stile “berlusconiano” ai due presidenti delle province di Napoli e Salerno scelti al primo turno dagli elettori dalle file del PDL. Cari presidenti, cosa prevede il vostro personale contratto con gli elettori? Quali saranno le prime decisioni concrete che prenderete nei prossimi giorni?
“Metterò in atto tutte le decisioni necessarie ad una immediata applicazione della legge sulle città metropolitane – ci risponde Luigi Cesaro, presidente della provincia di Napoli –, mi dedicherò quindi a mobilitare tutte le risorse di cui la Provincia dispone per rilanciare il turismo già in questa estate (la prima estate dopo il crollo d’immagine causato dalla tragedia della spazzatura) e per attirare nuovi investimenti di privati nel territorio napoletano”. Stessa domanda girata al presidente della provincia di Salerno Edmondo Cirielli. Risposta: “Per prima cosa focalizzerò l’ attenzione sulle opere pubbliche incompiute, avvalendomi del supporto di assessori tecnici, molto competenti. Voglio rimettere in moto la burocrazia della provincia e intendo smentire la sinistra che in campagna elettorale sosteneva che avremmo terrorizzato i dipendenti pubblici: è falso, il nostro vero obiettivo è quello di valorizzare il lavoro dei dipendenti della provincia che è stato mortificato dal massiccio ricorso alle consulenze. Noi utilizzeremo i soldi che si spendevano per consulenti e contratti a tempo per far lavorare meglio i dipendenti provinciali. Inoltre ridurremo il potere discrezionale della burocrazia firmando un accordo con il ministro Brunetta per il controllo elettronico del rapporto tra provincia e cittadini. Partendo da questi accorgimenti vogliamo intraprendere la grande battaglia per l'eliminazione degli sprechi e le assicuro che ridurremo il grande fiume di soldi in uscita." Nelle parole dei neo-presidenti delle province oltre che i toni del dinamismo tipico della politica “berlusconiana” si avverte l’eco dei drammatici problemi aperti dalla gestione di Bassolino: quella che si aprì con la montatura giornalistica del “nuovo rinascimento napoletano e che poi è finita sotto una montagna di rifiuti. Crollo di immagine, devastazione del settore turistico, un deficit colossale creato per arricchire una fitta schiera di parassiti (i famosi “consulenti” di cui si circondava o’ guvernatore) e fatta pagare a caro prezzo ai contribuenti campani. I contorni del tramonto del regime di Bassolino sono grotteschi: l’ultima roccaforte della sinistra è ormai rossa dalla vergogna. Il successo delle liste di Berlusconi in Campania è stato enorme: Napoli, Salerno, Avellino sono passate al centro-destra al primo turno. Qui davvero si realizza la surreale battuta di Franceschini sul “declino della destra”. Ovvero la sinistra appare appollaiata su un enorme cumulo di spazzatura e malgoverno, a valle sta il movimento di Silvio Berlusconi: e i voti dei Campani “declinano” a valanga scivolando verso destra… Un commento non banale al risultato elettorale viene da Ernesto Caccavale, portavoce del PDL in Campania: “Al di là dei numeri il dato più significativo è quello che riflette ciò che la gente dice in questi giorni per strada. I Campani che incontriamo dicono: finalmente! Dopo quindici anni di egemonia della sinistra a Napoli e con i risultati fallimentari che sono sotto gli occhi di tutti, si era giunti a una situazione di democrazia bloccata. Lo dico come autocritica: per troppi anni il centrodestra non ha avuto una classe dirigente all’altezza di poter competere con la sinistra. Per questo si era bloccata la democrazia dell’alternanza. Ora abbiamo cambiato registro, soprattutto abbiamo messo da parte le improvvisazioni che ci avevano danneggiato nelle passate elezioni. Le candidature alle presidenze delle province sono state annunciate con larghissimo anticipo. Abbiamo copiato il modello della Lega al Nord con candidature strettamente legate alla realtà dei territori. Abbiamo messo da parte i discorsi di retorica ideologica. Ci siamo proposti come “gli uomini del fare” e non solo come contestatori di Bassolino e Iervolino, che pure meriterebbero di andare a casa già adesso. Ora i presidenti provinciali dovranno fare delle giunte di grande profilo e dare dei segnali concreti di cambiamento, perché sono grandi le aspettative popolari che si legano alla nostra azione e non vanno deluse. Porre fine allo sperpero di denaro pubblico per soddisfare i gruppi clientelari è la cosa più importante; perché i Campani pagano tasse altissime per sorreggere questa dissipazione di denaro per scopi non pubblici”. Appena eletti i presidenti di provincia di Napoli, Avellino, Salerno hanno rivolto un ringraziamento personale a Silvio Berlusconi: l’attivismo del governo è stato infatti il miglior argomento in campagna elettorale. Il secondo miglior argomento è stata la faccia dei satrapi campani: Bassolino, Iervolino… Intanto l’intellighenzia di sinistra tace frastornata per la sconfitta. Nelle ultime settimane i depositari dell’altissima cultura di sinistra si erano convertiti al gossip, tagliando forse anche l’ultimo sottile filo che li legava alle reali aspettative della gente. I Campani, così come tutti gli Italiani, non hanno dato alcun peso alla campagna della sinistra-guardona. A Casoria, nell’epicentro dell’immondezzaio scandalistico, il PDL ha raggiunto il 59% dei voti. Il consenso maggioritario al movimento di Berlusconi segue altri canali, si basa su altre aspettative. Mentre i salotti si appassionano al gossip, tra le strade si nota che la spazzatura bassoliniana è stata raccolta, che il più efficace collegamento tra camorra e casta politica (la gestione dei rifiuti e delle discariche) è stato spezzato col piano di costruzione dei termovalorizzatori, che gli affiliati ai clan vanno in galera a decine ogni settimana. Chissà per chi ha votato l’ottimo Saviano? Se è stato davvero coerente con le sue denunce nel segreto dell’urna non può certo aver votato sinistra… Il voto in Campania nel suo esito univoco si tinge di sfumature politiche generali: 1.esso conferma il carisma del capo del governo, e conferma la compattezza del PDL come movimento di popolo a vocazione maggioritaria stretto intorno a un leader. 2.conferma anche la tendenza generale dei moderati ad unirsi sotto l’arco del Popolo della Libertà. Erminia Mazzoni, già vicesegretaria nazionale dell’UDC, era in lizza per le elezioni europee nel PDL. È stata eletta con uno straordinario successo delle preferenze. “Il risultato ottenuto – ci dice Erminia Mazzoni - , sia quello personale che del partito, qualifica l’impegno dei moderati, ma lo evidenzia e lo esalta all’interno del Popolo della Libertà. Il risultato ottenuto dall’UDC è in fondo nella norma: un aumento fisiologico di uno 0,9 comprensibile nel momento in cui c’è un sistema di voto con le preferenze. Il dato delle Amministrative ha fornito un esito estremamente favorevole soprattutto in Campania per il PDL e naturalmente ci porta a ragionare in termini di grandi aggregazioni. Particolarmente significativo è il risultato della provincia di Napoli: il PDL ha vinto la provincia al primo turno con il 59%, l’UDC ha portato il 7%, quindi il suo apporto è stato utile, ma non determinante”. Dunque neppure in Campania, antica roccaforte del Biancofiore, Casini può aspirare ad essere “ago della bilancia”, a giocare a fare il capriccioso artefice della vittoria delle coalizioni. Il PDL è già adesso il partito di tutti i moderati, cattolici-popolari e liberali. E i veri democratici di centro stanno già con Berlusconi. La vittoria del centro-destra porta anche l’impronta di uno stile politico diverso, più sereno e costruttivo. Davvero la sinistra si è incattivita, e imbarbarendosi ha danneggiato se stessa. L’odio verso Berlusconi ha impoverito gli argomenti e ogni discorso si è semplificato al massimo. Ormai gli eroi della sinistra sono gli sbirri con le manette e i procuratori d’assalto. Ma accade sempre più spesso che le manette scattino per gli amministratori di sinistra, soprattutto al Sud. La diversità dello stile del centro-destra è splendidamente rappresentato dalla bella e grintosa coordinatrice del PDL di Benevento, Nunzia De Girolamo, che in parlamento coordina una rete di deputati impegnati per il rilancio produttivo del Sud e in provincia di Benevento è stata l’artefice di un ottimo successo elettorale, che dà al PDL la maggioranza assoluta e fa del Sannio una provincia azzurra. Alla presidenza della provincia di Benevento siede un napoletano, un amico stretto di Bassolino ora anche indagato sempre nell’ambito delle inchieste sulla gestione della spazzatura. Ci sarebbe insomma da divertirsi nello sbeffeggiare gli ultralegalitari della sinistra; la De Girolamo ovviamente non segue il filone della politica forcaiola: “Al presidente Cimitile – dichiara – ho espresso la solidarietà mia e del popolo della libertà, che è un popolo di garantisti. Lasciamo che le sentenze le scrivano i tribunali e non le piazze e i giornali. Noi chiediamo a Cimitile le dimissioni, indipendentemente dalle traversie giudiziarie. Le chiediamo perché la sua maggioranza politica è crollata e la sua giunta si regge sull’appoggio di tre ribaltonisti, che fino a ieri raccoglievano voti in nome di una decisa opposizione ai metodi di governo della sinistra. Il paradosso è che, dal momento che Cimitile si trova a risiedere con obbligo di dimora nei suoi luoghi d’origine nel napoletano, il presidente pro tempore della provincia è appunto il ribaltonista Barbieri, già deputato di Forza Italia. Chiediamo un cambio di classe dirigente, anche nel Sannio”. Come si vede in ogni angolo di quella che fino a ieri appariva una roccaforte rossa lo schieramento di sinistra ha i suoi problemi. Ma il problema più grande la sinistra lo lascia alla Campania: il settore turistico è stata messa in ginocchio, la strada per risalire è in salita. Abbiamo parlato con Salvo Iavarone, presidente della Associazione Mezzogiorno e Futuro, cercando di trovare il filo della rilancio di un settore vitale per la Campania. “Il turismo – ci dice Salvo Iavarone – vive oggi in Campania due negatività: una contingente, una strutturale. Quella contingente è che paga ancora le conseguenze dei danni fatti al centro-sinistra rispetto al degrado ambientale. Danni eclatanti, che hanno portato ad un abbattimento drammatico delle presenze. Il recupero di queste presenze è purtroppo posto su una strada in salita, perché è facile subire un danno d’immagine quando le foto della spazzatura fanno il giro del mondo, difficile è dimostrare che la situazione in breve tempo è cambiata. Poi c’è il dato strutturale, legato alla cosiddetta vacanza mordi e fuggi. Noi non riusciamo ad impostare una strategia turistica basata sul lungo percorso: 6-8 mesi l’anno. Ciò accade a macchia di leopardo in poche isole felici: accade a Ischia dove da molti anni si è instaurata una cooperazione con i Tedeschi, accade a Sorrento che ha una lunga tradizione storica di accoglienza rivolta al mondo nord-europeo e americano. Ma ci sono altre aree bellissime come il Cilento che purtroppo vivono una stagione turistica breve di quaranta giorni all’anno: insufficienti a creare occupazione stabile. Dappertutto si registra un incremento del turismo culturale, tranne che da noi. Eppure pochissime zone possono vantare una così alta densità di concentrazione di bellezze storiche e archeologiche. Proprio qui in Campania non riusciamo a coniugare cultura e turismo. Dovremmo fare programmi con conferenze storiche legate a presenze turistiche, congressi sul valore storico dei luoghi, insomma un piano organico di rilancio del settore.” Questa situazione di degrado del turismo è davvero una nemesi storica se si pensa che il governatorato bassoliniano era nato appunto con la grande impostura del “nuovo rinascimento”: con l’idea che il centro-sinistra avesse risollevato l’immagine di Napoli attirando un nuovo flusso di cultura e turismo. Tutto è poi finito nella spazzatura. Morale: rimboccarsi le maniche, cambiare radicalmente i soggetti della politica e i responsabili del settore, inserirsi sulla scia del rilancio globale del turismo italiano predisposto da Silvio Berlusconi e dal ministro Brambilla. Berlusconi ha lanciato il logo di “Magic Italy”… speriamo che una “Magic Campania” ritorni presto a parlare al mondo e ad ispirare i sogni di centinaia di migliaia di visitatori. |