| La Lega della base e del Governo |
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Sembra che Bondi volesse scappare perché ha scoperto che Berlusconi ha un figlio con Scilipoti. Ecco, direte, la solita cazzata di Marchesini che in momenti densi di problemi, anzi di problematiche (come direbbero su Micromega), dovrebbe guardarsi dall'ironizzare sul centro destra e men che meno sul Cavaliere.di Gianni Marchesini D'accordo, ma il consiglio andrebbe girato anche a quei due spazzacamini di Tosi e di Salvini secondo i quali la colpa delle amministrative è di Berlusconi così come quella dei referendum, poco più di un demente avrebbe messo quella boiata del provvedimento salva-Fininvest e se non fosse per l'acutezza politica della Lega, del suo leader e di quel portento del ministro dell'interno chissà quante altre idiozie fabbricherebbe quel miliardario, vizioso, mal sopportato Berlusconi. Va bè-che-sò-ragazzi, ma adesso la misura è colma. Qualcuno dovrà pur convincere la base tumultuosa della Lega che la secessione vive nel mondo delle chimere, che si realizza soltanto alle due di notte nei discorsi offuscati dai brasati annaffiati dalla birra. Che anche Berlusconi ha dietro di se un popolo assai numeroso per la verità, che non è statisticamente possibile che Salvini e Tosi abbiano sempre ragione e che se la Lega non vuol ritornare un partito di attacchini al cinque per cento, ha bisogno di un respiro nazionale, della forza dei numeri, del popolo del Pdl. Ed è mai possibile che soltanto la Lega possieda la Base più bella del mondo e gli altri ne siano privi? "La nostra Base chiede di venire via dalla Libia", "il nostro popolo", avverte sempre Maroni (che per me resta un inguaribile gruppettaro di sinistra con uso di pianola), "non è né di destra né di sinistra, va dove lo porta il cuore del federalismo", " è a causa della nostra Base se la Lega (forse) voterà a favore dell'arresto di Papa"... Alt, su quest'ultima faccenda il passaggio si fa più angusto. La pur modesta e gassosa base del Pdl ha un grande spirito di liberale sopportazione, ma assume lo stato solido quando si tratta di questioni di Giustizia. Siamo disposti a darvele tutte vinte, persino a permettere a Speroni di andare a 320 km orari sull'Autostrada, ma sulla Giustizia non vogliamo distinguo, ostacoli, tentennamenti. Occhio, perché l'arresto di un parlamentare non si vota mai né ci si dovrebbe mostrare indecisi se si è alleati con il Pdl. Lo è stato forse indeciso il Pdl nelle commissioni, in Parlamento, nel Governo quando si è trattato di votare il federalismo di Calderoli? Aderire come fa Salvini, che parla a nome della sacra Base, a quel concetto mutuato dalle opposizioni per cui le vicende giudiziarie del premier sono una scocciatura, una perdita di tempo nell'azione politica (e ridagli) voluta dal Popolo di Pontida, e non l'emblema della vera questione nazionale, quella di una magistratura politicizzata che assegna, toglie, reintegra, rovina, sputtana, fa pubblicare, perseguita per giudicare dopo secoli, non è più sopportabile. Il dispositivo che avrebbe permesso alle aziende (anche quelle del Nord che tanto sono difese dalla Lega) di non pagare subito appena il primo grado di giudizio era sacrosanto e non andava deriso in televisione cari Salvini e Tosi e se Berlusconi lo vorrà ripresentare al Senato dopo la sentenza del lodo Mondadori, la Lega non faccia storie altrimenti la mandiamo da Bersani a pettinare i Rom. 8 luglio 2011 |