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Fantozzi antidoto alle montature di palazzo PDF Stampa E-mail

La più grande abilità politica di Fini è stata quella di accodarsi ad un grande della politica italiana, Giorgio Almirante, per poi farsi da questi insediare alla guida del Msi.

di Tommaso Crudeli

 

 

 

 

 

Ha provato a fare il bis con Silvio Berlusconi, ma non è riuscito nell’intento. Già è difficile vincere una volta nella vita all'enalotto, figuriamoci due.

Non c’è politica, non c’è strategia nella decisione finiana. C’è solo tattica per farsi spazio ed avere un ruolo politico nel dopo Berlusconi. Questa tattica si basa però su due ipocrisie.

La prima è che si possa contemporaneamente essere arbitri del gioco e capitani di una squadra. Un Presidente che la sera riunisce i suoi al ristorante per dir loro come devono votare, la mattina dopo decide l’ordine dei lavori secondo le esigenze del suo gruppo(?), e poi in aula non vota, per fingere la sua terzietà, è uno spettacolo ben più indecoroso di un inconfessabile segreto(?) a Montecarlo.

La seconda ipocrisia è l’utilizzo della balla colossale della P3 e del suo collegamento alla questione della legalità. Non c’è nessuno dentro il Palazzo che crede veramente a questa idiozia. Il fatto è che mentre qualcuno la utilizza per cercare di scalzare Berlusconi, nessuno ha avuto il coraggio di denunciare l’ennesimo teorema kafkiano dei magistrati.

Ci vuole un Fantozzi che, eroicamente, prenda la parola e senza farsi intimidire dal rosa delle cravatte di Fini né dal nero delle toghe di questi signori lo urli chiaramente: siete solo una boiata pazzesca!

6 agosto 2010

 


  

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