il Predellino

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Lo schiaffo del presidente PDF Stampa E-mail

“Meno male che Silvio c'è!”. Vi ricordate l'inno della campagna elettorale del 2008? Si, esatto, proprio quello. Quello preso in giro dagli  oppositori, interpretato come un eccesso di vanità, di grandezza, di autostima.

di Eugenio Cipolla

 

Non passa giorno però che non ci si accorga che, infondo, quelle parole non sono state scritte a caso, ma hanno un significato che va analizzato nel profondo. Meno male che Silvio c'è. Sennò bisognerebbe inventarlo. E ieri l'Italia intera, gli elettori del Pdl in particolare, ne hanno avuto un'ulteriore prova. Rotto il silenzio stampa, il Presidente ha sbottato e ha deciso di vuotare il sacco, di dire realmente come sono andate le cose, fugando così finalmente le versioni inverosimili propinate dai “ragnetti” oppositori e da certa stampa. Smentita la mitica leggenda del panino di Milioni, della cospirazione interna e dell'incapacità dei dirigenti locali a fare una semplice fila e a mettere una firma, Berlusconi ha svelato dettagliatamente i retroscena del pasticcio più grosso che la storia politica italiana ricordi. Pasticcio? Sarebbe meglio dire gazzarra. Quella provocata dai radicali per impedire a Polesi e Milioni di presentare le liste, perpetrata attraverso atti di ostruzionismo fisico e completata dall'arroganza di un giudice. Quello stesso giudice che il giorno dopo, neanche fossimo a Tele Pechino, è stata intervistato dal Tg3, innalzato a eroino burocrate da tempo atteso dalla sinistra. E se ci fossero ancora dubbi basterebbe guardare quel fermo immagine, scovato da “Il Giornale”, con uno sfondo d'altri tempi, da “revolution” cubana, da disobbedienza civile, insomma, da comunisti, raffigurante Ernesto Guevara in una delle sue pose più famose. Ma al di là di ciò ieri, e questa è la cosa più importante, è venuto fuori ancora una volta quel leader che ha voluto fortemente il Pdl, che ha innovato la politica italiana, che ha dato un calcio al dominio della partitocrazia, che ha spinto e spinge ancora verso quel bipolarismo che lo vede record man nella stabilità e nella durata dei suoi Governi. E' uscito allo scoperto Silvio, ci ha messo la faccia, questa volta per fortuna metaforicamente ( e ringraziamo contemporaneamente il cielo che Carlomagno non era uno psicolabile plagiato dall'anti democrazia violenta e “sinistra”), ha spiegato tutto senza troppi problemi e, dulcis in fundo, ha incoraggiato il popolo a scendere in piazza, a proporre e non a contestare come fanno gli altri, dimostrando al paese intero che Silvio c'è, che non è come lo vogliono dipingere e che starà con gli italiani finché potrà, per garantire la democrazia, la libertà e per evitare che la sinistra torni nuovamente al Governo per distruggere definitivamente il paese. Insomma ha dato uno schiaffo, morale, a tutti i suoi nemici. All'opposizione in primis che, sull'onda di un comunismo stile Urss, ha provato a correre da sola, a vincere a tavolino, a togliere alla gente il diritto di scegliere democraticamente. Al demagogo Di Pietro, che tanto parla di democrazia in pericolo, di deriva fascista e poi ipotizza impeachment a destra e a manca, all'indeciso Bersani, che vuole fare il moderato ma si trova sempre più ammanettato all'Idv, al Popolo Viola che, facendo le prove generali per sabato, manda in avanscoperta un sedicente “giornalista”, arrogante, irrispettoso delle regole e del lavoro altrui. Ma sopratutto ha dato, per l'ennesima volta, una lezione ai “dissidenti” interni al partito, quelli che hanno mire poltronistiche e manie di grandezza, ribadendo ancora una volta che nel Pdl di leadership carismatica c'è ne una sola. Il Titano che regge il Pdl sulle spalle è sempre lui, Berlusconi, perché riesce sempre e comunque a risolvere le situazioni più delicate. Perché questi signori, destri o sinistri che siano, non devono scordarsi che infondo in Italia i risultati raggiunti dai Governi Berlusconi sono un inedito nella storia post unitaria. La lotta ai rifiuti, la gestione delle emergenze, il contenimento delle masse migratorie, la guerra alla mafia e una politica estera che lo ha portato addirittura a salvare Mikheil Saakashvili, presidente della Georgia, destinato a morire nel 2008 se non fosse stato per colui che secondo Di Pietro è un dittatore, che secondo Bersani è un menestrello, che per il Popolo Viola, Grillo, Travaglio, Santoro e il resto della combriccola sa farsi solo le leggi ad personam, che per alcuni “ingrati” all'interno del Pdl è il vecchio Zio d'America di cui si aspetta solo la fine per spartirsi l'eredità. Ma non sarà così. Perché i cosiddetti “Berluscones” un giorno lotteranno per evitare un secondo 323 a.c., per impedire che Silvio  Berlusconi possa essere colpito dalla stessa “damnatio memoriae” impartita a Bettino Craxi.


11 marzo 2010

 


  
 
L'Acquario

Oggi il pesce rosso è più laconico del solito perché un problema complesso ha trovato soluzione: «Che fai mi cacci?» Aveva chiesto l'uomo dalla cravatta rosa: Risposta secca : «Si!»
Ora tocca all'allegra compagnia di Bocchino Granata Viespoli risolvere un altro quesito: « Siam finiani o siam finiti?» 

Il Pesce rosso

30 luglio 2010

 



LETTURE

venerdì, 30 luglio

Bello, brutto e cattivo
Senza pietà: il Cavaliere va alla guerra contro i finiani con grande convinzione e determinazione. I retroscena di Paola De Caro e Alessandro De Angelis. Esulta Vittorio Feltri, convinto che la quiete, dopo la tempesta, non possa che far bene al governo.
Al “controcanto” pensa Giuliano Ferrara, mediatore fallito: Silvio ha sbagliato, meglio un divorzio razionale, così pagherà un prezzo.Poi però il direttore del Foglio enumera le ragioni che stanno dalla parte del Cav. Più rude Maurizio Belpietro: siamo solo all’inizio di una battaglia senza esclusione di colpi.
Più raffinato Mario Sechi: sbagliato e riduttivo pensare che sia un semplice ritorno alla divisione An-Fi.

Meteo politico
È l’ora delle previsioni: finiani in affanno al senato, i conti al momento non tornano. Gianluca Roselli, pallottoliere alla mano, spiega: Silvio deve trovare otto deputati per stare tranquillo. Ma potrebbe essere Rutelli, secondo il Giornale, l’ancora di salvezza del leader Pdl. Resta il rebus sulla presidenza della Camera: come cacciare l’ex leader di An? Azzardiamo un’ipotesi, un suggerimento che potrebbe muovere il duodeno di Gianfranco: la maggioranza che esce dall’aula quando vi entra lui.

Storia di un amore mai nato

L’imprenditore e il politico, 16 anni insieme senza volersi troppo bene. Firmato Pierluigi Battista.

Grandi manovre… quelle vere!

Poche ore prima del divorzio, la Camera ha approvato
la finanziaria che taglia gli sprechi, combatte l’evasione e aiuta l’Italia a uscire dal tunnel della crisi.

Cesare non vive a Palazzo Grazioli   

La procura di Roma smentisce la ricostruzione delle intercettazioni: con la P3
il premier non c’entra
. E adesso chi si scusa?

Obiettivo flessibilità
Caso Fiat, leggete
Oscar Giannino!

 

Aforismi fiorentini

Alla trasmissione Omnibus estate, su La 7, Livia Turco ha detto: “sono garantista, ma ci sono indagini e indagini”.
Poi ha spiegato che quella su D’Alema, per esempio, è diversa dalle altre.
Garantismo Turco?

 
Il Taciturno

30 luglio 2010


 



 Dal PDL


venerdì, 30 luglio

Benedetto Della Vedova
“Questa è paura della politica”. Intervento prevedibile e contorto.

Gennaro Malgieri
.
Ottimista come sempre: “Il divorzio di Fini peserà sugli equilibri del Lazio”.

Amedeo Labocetta
con buonsenso “Consiglio ai finiani, gli italiani non amano chi fa la guerriglia”. 

Carmine Santo Patarino

“Noi non abbiamo intenzione di andare via”. Coerente.

Francesco Divella
“Seguirò Fini fino alle estreme conseguenze”. Incosciente?

Domenico Di Virgilio
“Non mi pare ci siano prove concrete contro Denis Verdini”. Garantista come sempre.

Gaetano Quagliariello
“Abbiamo visioni diverse, noi da destra liberale e loro da giustizialisti”.

Enzo Scotti
“Il governo andrà avanti e saremo coesi”. Ottimista.

Roberto Formigoni
“Ora nessuno osi parlare di tagli”.
che ammette:"Non bastano gli aiuti di stato per aiutare la famiglia".

Arte, Cinema, letteratura e molto altro ancora
 
 
 
 
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