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I due errori del ministro Zaia PDF Stampa E-mail

Il leghista Luca Zaia è un ministro che ha dato valida prova di sé, probabilmente uno dei migliori del governo Berlusconi. È giovane ma già esperto, sa come muoversi, parla bene, ha idee chiare e siamo convinti che sarà un ottimo presidente della Regione Veneto. Detto questo, e proprio per questo, ci sono due prese di posizione da lui assunte negli ultimi giorni, una da ministro l'altra da futuro Governatore, che ci hanno lasciato piuttosto perplessi.

di Massimo de' Manzoni da il Giornale

L'intransigente no agli Ogm, gli organismi geneticamente modificati, e l' inopinata contrarietà all'eventuale costruzione di una centrale nucleare in Veneto.
Siamo uomini di mondo e non ci sfugge il disagio di andare contro i mulini a vento in piena campagna elettorale. E purtroppo sappiamo che l'opinione pubblica italiana è allergica a certi argomenti, visto che per decenni è stata avvelenata con dosi tutt'altro che mitridatiche di slogan tipo: «Non mangiate il cibo Frankenstein» o «Non esponete i nostri bambini alle radiazioni atomiche». Tuttavia risulta lo stesso sorprendente che, nel giorno in cui il governo di cui fa parte presenta ricorso alla Consulta contro le leggi di Puglia, Campania e Basilicata che vietano la costruzione di impianti nucleari, Zaia rilasci al Corriere della Sera un'intervista nella quale annuncia che, una volta insediatosi a Palazzo Balbi, si comporterà, in pratica, come i colleghi delle tre Regioni «rosse». «Il Veneto la sua parte l'ha già fatta con il rigassificatore al largo delle sue coste e con la riconversione al carbone di Porto Tolte», dichiara il ministro-governatore. «Da quel che ci dicono i tecnici, il nostro bilancio energetico è positivo». Le cose non stanno esattamente così: nel 2008 (ultimi dati disponibili) noi veneti abbiamo importato dall'estero o dalle altre regioni oltre la metà del fabbisogno energetico: 17.258 gigawatt/ ora su 33.594 consumati. E anche quando, tra cinque anni, Porto Tolle sarà perfettamente funzionante, non si colmerà del tutto il gap. Ma anche se fosse, anche se il Veneto raggiungesse un'ipotetica autosufficienza energetica, non sarebbe un buon motivo per rinunciare ai vantaggi (in termini di posti lavoro, robusti benefici economici e, perché no, sicurezza nei controlli) che una centrale nucleare porta al territorio che l'accoglie. E poi: abbiamo costruito un modello economico esportando i prodotti del Nord Est in tutto il mondo, perché non dovremmo poter esportare anche energia?
Discorso non molto dissimile si può fare per gli Ogm. Zaia vi si oppone in nome del «valore identitario» dell'agricoltura italiana, della sua «biodiversità». Ma già adesso il 92% dei mangimi che diamo ai nostri animali è transgenico. E, citando l'ottimo professore Franco Battaglia, «già la pasta di grano duro che produciamo è ottenuta da un chicco geneticamente modificato, ma non con il bisturi dell'ingegneria genetica, bensì con la mitragliatrice delle radiazioni gamma».
Inoltre, questi prodotti costano di meno e, nella gran parte dei casi, sono più sani, in quanto necessitano di quantitativi notevolmente inferiori di prodotti chimici (insetticidi, diserbanti, ecc.). Per questo tutto il mondo si sta orientando su questo tipo di coltivazioni e quindi la nostra rinuncia sarebbe un sacrificio vano: le consumeremmo lo stesso ma, così come per l'energia nucleare, senza goderne i benefici economici e senza poter esercitare un vero controllo.
La tradizione è fondamentale, sta a cuore a tutti. Ma tra innesti, incroci, trattamenti, nuove varietà diciamo che una certa evoluzione in agricoltura c'è sempre stata e continua ad esserci. Difficile credere che il killer dei nostri campi possa essere proprio l'Ogm.

8 febbraio 2010

 

 


  



LETTURE

venerdì, 6 agosto

Retroscena
Silvio non resta a guardare e prepara già la controffensiva di settembre su due fronti: per il governo è pronto a chiedere la fiducia su giustizia, fisco, federalismo e mezzogiorno; per il partito pensa a un’autentica rivoluzione e all’azzeramento dei vertici. Ma nella testa ci sono pure le elezioni: pronta una macchine elettorale in stile Obama. E ora da Fini sembrano arrivare i primi segnali di tregua. Quando giocando col fuoco ti scotti, ci pensi un po’ prima di rifarlo…

Analisi
Piero Ostellino suggerisce al premier di recuperare la vecchia spinta liberale per uscire dal guado e vincere la sua battaglia.
Davide Giacalone invoca la Terza Repubblica prima del voto e Maurizio Belpietro preferisce invece soffermarsi sull’atteggiamento di Fini: “Si comporta peggio di tutti”. Ci va giù pesante anche Giampaolo Pansa: “Gianfranco? Un tattico senza strategia”. Lapalissiano ma leggibile.

Scandalo
Appartamento di Montecarlo: nella sede di An è arrivata la Finanza. Secondo Alessandro Sallusti adesso spunterebbero addirittura altre case, mentre l’infaticabile Gian Marco Chiocci scopre che quell’immobile non doveva finire ad Alleanza Nazionale.
Panorama indaga su quel “tesoro di donna” di Elisabetta Tulliani e Flavia Perina esulta, un pizzico in ritardo, per la nuova operazione trasparenza. Mario Sechi dalle colonne del Tempo cita l’Economist. Il colpo finale lo infligge Franco Bechis con l’ennesimo scoop: ecco la storia dell’uomo di An in Rai purgato per i no a Lady Fini.

Recupero evasione, altroché chiacchiere!
Evasione, recuperati ben 4,9 miliradi in soli 7 mesi. Roba da far impallidire pure Visco e Padoa Schioppa. Il Foglio gongola per l’ultimo successo della politica del fare.

Baffino
Massimo D’Alema sempre più preoccupato dall’attivismo del rivale Nichi Vendola, osannato persino da El Pais. E al Riformista punta i piedi: “Non può essere il leader del centrosinistra”.

Spatuzza giornalista. I miracoli dei giornali di De Benedetti
Consacrazione finale per l’eroe numero uno degli anti Cav. Il pentito diviene addirittura grande firma dell’Espresso.



 Dal PDL


venerdì, 6 agosto

Tra un Bocchino e una Granata
Fini finirà vittima dei suoi stessi uomini. Parola di Maurizio Lupi.

Un nuovo Pdl
Partirà dai collegi elettorali. L’intervista di
Gaetano Quagliariello

al Sole.

Il governicchio no
Assolutamente contrario Lamberto Dini: “L’incertezza spaventa i mercati”.

Profeta senza patria
Gennaro Malgieri attacca: “A Roma il finismo ha fatto flop”.

Tutti mi cercano, nessuno mi trova
Parla Giuseppe Consolo, il finiano assente alla mozione Caliendo.

Comunista io?
Italo Bocchino tiene a precisare: “Noi mai con la sinistra”.

L’urna della paura
Silvano Moffa, portavoce di Fli, prova ancora a scongiurare le elezioni.

Lo scaricabarile
Casa dei misteri, Enzo Raisi tira in ballo Ignazio La Russa.

La decima finiana
La new entry
Barbara Contini si confessa alla Discussione.

L’acqua calda

Beppe Pisanu fa una scoperta epocale: “No alle elezioni anticipate, in parlamento tantissimi i contrari”. Ma dai?

Folgorata sulla via di Damasco
Con una lunga intervista
Il Secolo celebra
Chiara Moroni
.

Rabbrividisco e impreco
La delusione di
Stefania Craxi contro l’ex compagna di partito: “La ragazza contraddice se stessa”.

Il ritorno di Scajola
L’ex ministro si riprende la scena: “Incarichi? E’ presto”.

Nelle mani di un capopolo
Raffaele Fitto replica a muso duro alle accuse di Nichi Vendola.





Arte, Cinema, letteratura e molto altro ancora
 
 
 

 


Aforismi fiorentini
 
Ben informati riferiscono che incontrando Fini e Rutelli, Casini, orgoglioso, abbia detto: “quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare”.
Momento di imbarazzo.
Poi hanno spiegato a Fini che non si riferiva alle slot machines di Atlantis Word. 

 
  Il Taciturno

6 agosto 2010