| Pdl: La vera sfida inizia dopo le Regionali |
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Ma, che ci volete fare, laddove manca un leader, si deve far ricorso all’anti-leader, al carisma negativo, al “lato oscuro della forza”, alla giustizia sommaria. Ormai Bersani, forte della sua debolezza, si è dovuto arrendere e ha dovuto stringere un patto di sangue con Dart Fener di Pietro, per poter ricostruire l’Impero della Sinistra, ridotto da anni a “gigante dai piedi d’argilla”. Persino in Toscana, da sempre roccaforte del Pci-Pds-Ds-Pd, il rosso si sta sbiadendo, al punto che Firenze è in mano al più migliorista della compagine Pd, Matteo Renzi, proveniente dall’area interna democristiana e che è causa di non pochi mal di pancia per Bersani e compagni, mentre Prato è stata espugnata dalle Forze della Libertà. Le Marche, l’Emilia Romagna e l’Umbria vacillano; nulla è scontato e alle Regionali se ne potranno vedere delle belle. In Puglia, Vendola è la testimonianza del fallimento della politica del centrosinistra e della vittoria del modello del leader a dispetto di tutto e tutti. E’ per questo motivo che ora più che mai è necessario che il Pdl non disperda forze nel dibattito interno e si concentri sul risultato, consapevole che Silvio Berlusconi è e sarà sempre la punta di diamante . Non solo, una volta chiuse le urne all’indomani delle Regionali, è necessario lavorare ad un progetto più ampio che – come dice Giorgio Stracquadanio – ridisegni l’alleanza tra Pdl e Lega e la trasformi in qualcosa di più organico e strategico, dato che il partito di Umberto Bossi è una costola fondamentale dell’alleanza delle Libertà. Ormai la Lega nei sondaggi supera l’11% dei consensi . In pratica, ha la percentuale di Alleanza nazionale al momento del suo scioglimento , ma è presente solamente in parte del territorio nazionale, essendo una forza a vocazione territoriale . Questo è un elemento che deve far riflettere. Abbiamo anche in Italia i Nostri Adenauer e Strauss . Senza considerare il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, statista di grande livello non solamente per come ricopre la sua carica, ma per la sua capacità di affrontare le sfide del futuro, in modo culturalmente coraggioso. Quindi gli elementi di riflessione sono due. Il primo è che il Pdl-Lega Nord ha ben tre diversi leader dalle caratteristiche complementari, mentre il Pd si è annichilito nell’Italia dei Valori di di Pietro; il secondo è che il vero lavoro inizia all’indomani delle Regionali, quando, forza maggioritaria a livello nazionale e regionale, il Pdl deve implementare la propria strategia ed il proprio assetto ridefinendo l’alleanza con la Lega stessa trasformandola in qualcosa di più e dando il giusto spazio alle esplorazioni culturali-programmatiche di associazioni e Fondazioni di riferimento. 8 febbraio 2010
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