il Predellino

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Una nuova generazione di politici PDF Stampa E-mail

Sandro Bondi, coordinatore del Pdl, scrive al direttore de il Foglio.

 

 

 

 

 

In un Suo articolo dedicato alla politica di Casini Lei ha detto di stupirsi. Di stupirsi non solo per la politica dei due forni seguita dall'Udc in queste elezioni regionali, ma soprattutto - credo - per un atteggiamento che svincola le scelte politiche da ogni riferimento a determinate visioni della società, a cui pure dichiara di ispirarsi. Più o meno lo stesso ragionamento contenuto in un editoriale del quotidiano dei vescovi, nel quale si denuncia un utilitarismo politico che mortifica una scelta identitaria e valoriale.
In questo modo l'agire politico prende una traiettoria totalmente disancorata da ogni idea o riferimento di carattere culturale, per divenire un'astratta geometria del potere che si illude di essere utilitaria. Quanto più la politica pretende di essere autonoma dagli ideali, tanto più si espone a sconfitte e insuccessi. Il caso della Puglia è emblernalico. Sia D'Alema che Casini hanno avuto la presunzione di impiantare un laboratorio in una terra ricca di passioni politiche come la Puglia, calato dall'alto e frutto di accordi presi a tavolino, esponendosi a una sconfitta prevedibilissima. Nonostante tutto, essi continuano a ritenersi dei professionisti della politica, mentre appaiono in realtà dei veri e propri dilettanti allo sbaraglio. Quello che mi stupisce di più, o I meglio che mi preoccupa di ' più, in tutto questo è la scomparsa di una classe dirigente nel nostro paese.
Devo dirLe la verità. Io che sono stato sindaco di una piccola città della Toscana, seppure militando
con passione in un partito che era innanzitutto una grande scuola di politica, quando sono stato catapultato a Roma grazie al presidente Berlusconi, guardavo a questi personaggi con rispetto, nella convinzione che fossero esponenti politici di livello, membri autorevoli della classe dirigente di un paese importante come l'Italia, Conoscendoli da vicino, ho potuto constatare quanto la loro fama fosse in fondo immeritata. La stragrande maggioranza dei componenti di questo mondo politico vive in un mondo estraneo alla vita reale, in una sorta di - bolla ideologica che man mano si allontana dalla dimensione della realtà
Sono così portati a credere che la bolla in cui sono immersi corrisponda al mondo concreto, alla società in cui pure si trovano a vivere. Sono in fondo dei disadattati, convinti però di essere detentori di un sapere superiore al quale tutti dovrebbero elevarsi o uniformarsi. Nonostante la rivoluzione e la ventata di novità impressa da Berlusconi alla vita politica italiana, i partiti e i loro apparati sono ancora in gran parte sotto l'influenza di una mentalità e di una cultura politica ancorate al passato, ancora intrise di ideologia piuttosto che di un sano realismo unito a forti convinzioni ideali. Io spero che il presidente Berlusconi sia sostenuto nell'impegno di completare la preparazione di una nuova generazione di esponenti politici, formati all'originalità della sua esperienza politica, e capaci di traghettare l'Italia verso un reale cambiamento. Una nuova generazione di politici capaci di tenere insieme valori e scelte politiche, appartenenza politica e visione degli interessi generali del paese. L'Italia potrebbe contare finalmente su una nuova e vera classe dirigente, la cui mancanza oggi si avverte drammaticamente.
Con affetto

4 febbraio 2010

 


  



LETTURE

martedì, 7 settembre

Voto anticipato
Ieri sera ad Arcore il
vertice di maggioranza : Bossi vede già le urne (27 e 28 novembre?), Berlusconi invece non ci sta a fare il killer di un Parlamento scelto dagli italiani e prende tempo.
C’è un asse, con i finiani moderati, che potrebbe scongiurare il voto immediato. Le indiscrezioni di Libero e del Corriere. Intanto il Foglio dispensa consigli al Cav per uscire dal guado: la strada è stretta e in salita, ma un po’ di spazio ancora c’è.

Totoministro
Il premier ha deciso:
Paolo Romani
allo Sviluppo e Vegas verso la Consob. L’ufficialità è attesa per domani, sempre se non ci saranno altri colpi di scena.

Finambolo
Destra moderna o ennesima Lega Sud?
Angelo Panebianco
analizza il “bivio” di Gianfranco Fini, ma per Vittorio Feltri è ormai, per mille ragioni, soltanto un leader da dimenticare, per
Stefano Filippi
il presunto uomo nuovo della politica è ostaggio degli anni ’80 e della Prima Repubblica,
Marcello Veneziani
si diverte a proposito di democristiane ambiguità. Meno male che almeno
Rosy Bindi
si è presa una cotta per lui: “Difende la democrazia”. L’amore è cieco e a volte pure sordo. Sicuramente opportunista.

Cognanti&Cugini
Dopo Giancarlo, tocca a Roberto: altro parente
altro scandalo
. Non bastava Montecarlo, ora c’è da chiarire pure su uno strano giro d’assegni intestati ad Alleanza Nazionale. A questo punto il presidente della Camera vorrebbe zittire la stampa non accondiscendente e
Mario Sechi
, su il Tempo, gli dà una bella lezione.

Addio Idv
Cresce il numero dei pentiti all’interno del partito dipietrista. Si sono accorti che il leader è un po’ troppo autoritario e stilisticamente violento. Ma non era il paladino della giustizia e della legalità?

B Movie
Fa discutere il film di Michele Placido su Vallanzasca.
Ma per fortuna
Maurizio Caverzan, invece di fare il fighetto liberale, dice le cose come stanno: la pellicola stravolge la realtà e offende il ricordo delle vittime.

Effetto Blair
L’ex premier inglese tira tanto, pure in libreria. Lettura consigliata ai leader della sinistra italiana che si ostinano a perder tempo ancora con Travaglio.

Modello italiano
I nostri soldati stanno facendo grandi cose in Afghanistan. Ma ovviamente nessuno lo dice e nessuno lo sa.


 Dal PDL


martedì, 7 settembre

Senti chi parla
Fabrizio Cicchitto: “Fini non può dare lezioni di democrazia interna”.

Più case che contenuti
Maurizio Gasparri torna alla carica: “Deve spiegare come ha usato l’eredità del partito”.

Due pesi e due misure
Daniele Capezzone: “C’è uno sfregio alla Costituzione, ma stavolta la sinistra tace”.

Distruttore di massa
Pure Alfredo Mantovano attacca l’ex leader di An: “Ha sfregiato la destra e se stesso”.

Addio Gianfranco
L’amaro commento di Giorgia Meloni: “Avevamo un leader e adesso non l’abbiamo più”.

Tutta colpa nostra
L’analisi di
Giuliano Cazzola: “Gli abbiamo regalato una visibilità enorme”.

Signor pastrocchio
Beppe Pisanu: “Il Cavaliere guidi un governo di solidarietà nazionale”.

Finiani si diventa
Gaetano Pecorella sceglie (forse) da che parte stare: “Il presidente della Camera non deve dimettersi”.

Salto della quaglia
Enzo Raisi: “Sulla commissione giustizia pronti a votare con l’opposizione”.

Mondo alla rovescia
Flavia Perina spara a salve: “Berlusconi teme il voto”.


Arte, Cinema, letteratura e molto altro ancora
 
 
 
 
 
 
L'Acquario

 

Quesiti di fine stagione: e se Gianfranco avesse vinto all'enalotto? E se poi avesse perso il biglietto?

 Il Pesce rosso

 6 settembre 2010