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L’ex ministro Landolfi denuncia i vizi dell’«antimafia militante» PDF Stampa E-mail

Il titolo è già pronto, il libro-bianco quasi. Si chiamerà «Sgomorra» («con la S di sinistra») il corposo documento-inchiesta sugli scheletri negli armadi degli  esponenti campani del Pd.

da il Giornale

 

Redatto dall’ex ministro Mario Landolfi, parlamentare  del Pdl, già presidente della commissione parlamentare sulla Vigilanza Rai, su cui pende una richiesta di rinvio a giudizio per concorso in corruzione (con agevolazione di un clan mafioso). Landolfi, che ha dato il suo ok all’utilizzazione delle sue intercettazioni (sono ferme alla Consulta), è stato tirato dentro il caso Cosentino perché il suo nome, al pari di altri politici, è stato fatto da alcuni pentiti. L’obiettivo di Landolfi è quello di presentare quanto prima alla stampa questo dossier completo su fatti e personaggi di camorra che difficilmente vedono la luce sui media omologati. Nessuna anticipazione. «Il libro vuol smascherare una lotta alla mafia politicamente sgrammaticata e scorretta. Faremo parlare i fatti delle amministrazioni rosse di Gomorra». Saranno sviscerati documenti, sentenze, verranno rivelati i contenuti delle informative delle forze di polizia dimenticate nei faldoni dei processi.
«Riveleremo al grande pubblico tante storie sconosciute, denunceremo le connivenze che stanno all’origine del tritacarne mediatico-giudiziario in Terra di lavoro». In subordine il libro punterà a svelare la spirale perversa che collega toghe e circo mediatico attivato come una catena di montaggio: dalla deposizione di verbali o stralci di intercettazioni (anche quando sono coperti
dal segreto istruttorio) all’acquisizione mirata del materiale da parte del cronista (sempre lo stesso, a disposizione). «Si butta tutto in pagina, nessuno separa il falso dal vero o dal riscontrato. Nessuno che si cura delle persone che finiscono infangate e delegittimate. È ora di far conoscere chi sono i
soloni dell’antimafia militante».

22 febbraio 2010
 

 


  
 
L'Acquario

Oggi il pesce rosso è più laconico del solito perché un problema complesso ha trovato soluzione: «Che fai mi cacci?» Aveva chiesto l'uomo dalla cravatta rosa: Risposta secca : «Si!»
Ora tocca all'allegra compagnia di Bocchino Granata Viespoli risolvere un altro quesito: « Siam finiani o siam finiti?» 

Il Pesce rosso

30 luglio 2010

 



LETTURE

venerdì, 30 luglio

Bello, brutto e cattivo
Senza pietà: il Cavaliere va alla guerra contro i finiani con grande convinzione e determinazione. I retroscena di Paola De Caro e Alessandro De Angelis. Esulta Vittorio Feltri, convinto che la quiete, dopo la tempesta, non possa che far bene al governo.
Al “controcanto” pensa Giuliano Ferrara, mediatore fallito: Silvio ha sbagliato, meglio un divorzio razionale, così pagherà un prezzo.Poi però il direttore del Foglio enumera le ragioni che stanno dalla parte del Cav. Più rude Maurizio Belpietro: siamo solo all’inizio di una battaglia senza esclusione di colpi.
Più raffinato Mario Sechi: sbagliato e riduttivo pensare che sia un semplice ritorno alla divisione An-Fi.

Meteo politico
È l’ora delle previsioni: finiani in affanno al senato, i conti al momento non tornano. Gianluca Roselli, pallottoliere alla mano, spiega: Silvio deve trovare otto deputati per stare tranquillo. Ma potrebbe essere Rutelli, secondo il Giornale, l’ancora di salvezza del leader Pdl. Resta il rebus sulla presidenza della Camera: come cacciare l’ex leader di An? Azzardiamo un’ipotesi, un suggerimento che potrebbe muovere il duodeno di Gianfranco: la maggioranza che esce dall’aula quando vi entra lui.

Storia di un amore mai nato

L’imprenditore e il politico, 16 anni insieme senza volersi troppo bene. Firmato Pierluigi Battista.

Grandi manovre… quelle vere!

Poche ore prima del divorzio, la Camera ha approvato
la finanziaria che taglia gli sprechi, combatte l’evasione e aiuta l’Italia a uscire dal tunnel della crisi.

Cesare non vive a Palazzo Grazioli   

La procura di Roma smentisce la ricostruzione delle intercettazioni: con la P3
il premier non c’entra
. E adesso chi si scusa?

Obiettivo flessibilità
Caso Fiat, leggete
Oscar Giannino!

 

Aforismi fiorentini

Alla trasmissione Omnibus estate, su La 7, Livia Turco ha detto: “sono garantista, ma ci sono indagini e indagini”.
Poi ha spiegato che quella su D’Alema, per esempio, è diversa dalle altre.
Garantismo Turco?

 
Il Taciturno

30 luglio 2010


 



 Dal PDL


venerdì, 30 luglio

Benedetto Della Vedova
“Questa è paura della politica”. Intervento prevedibile e contorto.

Gennaro Malgieri
.
Ottimista come sempre: “Il divorzio di Fini peserà sugli equilibri del Lazio”.

Amedeo Labocetta
con buonsenso “Consiglio ai finiani, gli italiani non amano chi fa la guerriglia”. 

Carmine Santo Patarino

“Noi non abbiamo intenzione di andare via”. Coerente.

Francesco Divella
“Seguirò Fini fino alle estreme conseguenze”. Incosciente?

Domenico Di Virgilio
“Non mi pare ci siano prove concrete contro Denis Verdini”. Garantista come sempre.

Gaetano Quagliariello
“Abbiamo visioni diverse, noi da destra liberale e loro da giustizialisti”.

Enzo Scotti
“Il governo andrà avanti e saremo coesi”. Ottimista.

Roberto Formigoni
“Ora nessuno osi parlare di tagli”.
che ammette:"Non bastano gli aiuti di stato per aiutare la famiglia".

Arte, Cinema, letteratura e molto altro ancora
 
 
 
 
 "Biblioteca del pensiero liberale"