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Calderisi: ballottaggio solo se necessario
Calderisi: ballottaggio solo se necessario PDF Stampa E-mail
Giovedì 25 Giugno 2009 06:31

Il Predellino intervista Peppino Calderisi, parlamentare del Popolo della Libertà e antesignano dell’abolizione del doppio turno in quanto promotore del referendum svoltosi nel ’95 proprio per l’abolizione del secondo turno, referendum che superò il quorum e sfiorò la vittoria con il 49,4 di Sì.

di Andrea Camaiora


Abolire o no il secondo turno ai ballottaggi? Dopo la proposta lanciata a pochi minuti dalla chiusura dei seggi dai parlamenti del PDL Michele Scandroglio e Giorgio Stracquadanio, ora il fronte interno al centro destra per la cancellazione della seconda chiamata alle urne si allarga. Anzi, con l’adesione tra gli altri di Ignazio La Russa, Fabrizio Cicchitto e Denis Verdini si può dire che nel PDL sono tutti d’accordo.Il Predellino intervista Peppino Calderisi, parlamentare del Popolo della Libertà e antesignano dell’abolizione del doppio turno in quanto promotore del referendum svoltosi nel ’95 proprio per l’abolizione del secondo turno, referendum che superò il quorum e sfiorò la vittoria con il 49,4 di Sì.“Quell'iniziativa referendaria - precisa Calderisi – estendeva a tutti i comuni il sistema elettorale in vigore per i comuni sotto i 15 mila abitanti e quindi prevedeva anche il passaggio dal sistema della coalizione di liste a quello della lista di coalizione”.

Onorevole Calderisi, detta così sembra un gioco di parole…
Non lo è. Significa semplificare, a livello amministrativo, il quadro politico. Già oggi questo accade nei comuni con popolazione inferiore ai quindicimila abitanti, con il paradosso che un candidato sindaco di centro sinistra o di centro destra in una cittadina di quattordici mila abitanti è sostenuto da una sola lista che raccoglie più forze politiche, e in un altro di mille o duemila abitanti in più il candidato ha una coalizione fatta di 4, 5 o 10 liste in concorrenza tra loro. Naturalmente la frammentazione politica, oltre a danneggiare il buongoverno locale è illogica.
Come illogica?
Certo, illogica. Queste 5 o 10 liste sono alleate, condividono il medesimo candidato sindaco e il medesimo programma. Mi saprebbe  perché devono presentarsi in competizione l’una contro l’altra? Le questioni identitarie non dovrebbero sussistere, stiamo parlando del livello amministrativo locale, non di quello politico nazionale.
Ce lo dica lei perchè…
Non ha alcun senso. Tanto più che queste divisioni sono sempre all’origine delle tensioni all'interno della maggioranza che poi si ripercuotono sull’efficienza amministrativa.
Ma allora ha un senso, dopo quattordici anni, rilanciare l’abolizione del doppio turno e la lista di coalizione?
Eccome se lo ha. Intanto ci sono i risultati dei ballottaggi, con un’affluenza elettorale bassissima. Il candidato vincente prende quasi sempre meno voti rispetto al primo turno e quindi non viene eletto con una maggiore legittimazione democratica. E poi in altre competizioni il doppio turno non c’è. Penso ai comuni con popolazione inferiore ai quindici mila abitanti e alle regioni. Quando fu inserito il sistema a doppio turno si pensava che al primo avrebbero corso quasi tutti da soli e che le alleanze si sarebbero formate solo al secondo turno. Ma non è stato così, quasi sempre le alleanze si sono formate fin dall’inizio, presentarsi divisi al primo turno non paga. Le coalizioni provano a vincere al primo turno, superando quota 50%, una soglia però decisamente alta.
Ha un senso dunque la proposta di La Russa, ovvero che vince al primo turno la coalizione che abbia superato quota 40% ?
Certo che ce l’ha, perché non abolisce il secondo turno ma lo limita a casi limitati, rafforzando il bipolarismo. Guardi, non è una proposta di parte, tanto è vero che con questo meccanismo Alemanno non sarebbe stato eletto sindaco!
Crede possibile l’abolizione del secondo turno?
Possibile sì, facile no perché l’opposizione si è già detta contraria. Del resto non deve stupire: già nel ’95 mi trovai contro un fronte che vedeva uniti i soliti noti, da Passigli a Sartori e Rutelli. Inoltre l’Udc, con la sua strategia di “partito di mezzo”, si troverebbe spiazzata. Oggi attende il primo turno, verifica qual è il vincitore sicuro o altamente probabile nel ballottaggio e lo sostiene. Un comportamento opportunistico che non ha niente a che vedere con la costruzione di un bipolarismo compiuto ed europeo.

 


  
 
L'Acquario

Oggi il pesce rosso è più laconico del solito perché un problema complesso ha trovato soluzione: «Che fai mi cacci?» Aveva chiesto l'uomo dalla cravatta rosa: Risposta secca : «Si!»
Ora tocca all'allegra compagnia di Bocchino Granata Viespoli risolvere un altro quesito: « Siam finiani o siam finiti?» 

Il Pesce rosso

30 luglio 2010

 



LETTURE

venerdì, 30 luglio

Bello, brutto e cattivo
Senza pietà: il Cavaliere va alla guerra contro i finiani con grande convinzione e determinazione. I retroscena di Paola De Caro e Alessandro De Angelis. Esulta Vittorio Feltri, convinto che la quiete, dopo la tempesta, non possa che far bene al governo.
Al “controcanto” pensa Giuliano Ferrara, mediatore fallito: Silvio ha sbagliato, meglio un divorzio razionale, così pagherà un prezzo.Poi però il direttore del Foglio enumera le ragioni che stanno dalla parte del Cav. Più rude Maurizio Belpietro: siamo solo all’inizio di una battaglia senza esclusione di colpi.
Più raffinato Mario Sechi: sbagliato e riduttivo pensare che sia un semplice ritorno alla divisione An-Fi.

Meteo politico
È l’ora delle previsioni: finiani in affanno al senato, i conti al momento non tornano. Gianluca Roselli, pallottoliere alla mano, spiega: Silvio deve trovare otto deputati per stare tranquillo. Ma potrebbe essere Rutelli, secondo il Giornale, l’ancora di salvezza del leader Pdl. Resta il rebus sulla presidenza della Camera: come cacciare l’ex leader di An? Azzardiamo un’ipotesi, un suggerimento che potrebbe muovere il duodeno di Gianfranco: la maggioranza che esce dall’aula quando vi entra lui.

Storia di un amore mai nato

L’imprenditore e il politico, 16 anni insieme senza volersi troppo bene. Firmato Pierluigi Battista.

Grandi manovre… quelle vere!

Poche ore prima del divorzio, la Camera ha approvato
la finanziaria che taglia gli sprechi, combatte l’evasione e aiuta l’Italia a uscire dal tunnel della crisi.

Cesare non vive a Palazzo Grazioli   

La procura di Roma smentisce la ricostruzione delle intercettazioni: con la P3
il premier non c’entra
. E adesso chi si scusa?

Obiettivo flessibilità
Caso Fiat, leggete
Oscar Giannino!

 

Aforismi fiorentini

Alla trasmissione Omnibus estate, su La 7, Livia Turco ha detto: “sono garantista, ma ci sono indagini e indagini”.
Poi ha spiegato che quella su D’Alema, per esempio, è diversa dalle altre.
Garantismo Turco?

 
Il Taciturno

30 luglio 2010


 



 Dal PDL


venerdì, 30 luglio

Benedetto Della Vedova
“Questa è paura della politica”. Intervento prevedibile e contorto.

Gennaro Malgieri
.
Ottimista come sempre: “Il divorzio di Fini peserà sugli equilibri del Lazio”.

Amedeo Labocetta
con buonsenso “Consiglio ai finiani, gli italiani non amano chi fa la guerriglia”. 

Carmine Santo Patarino

“Noi non abbiamo intenzione di andare via”. Coerente.

Francesco Divella
“Seguirò Fini fino alle estreme conseguenze”. Incosciente?

Domenico Di Virgilio
“Non mi pare ci siano prove concrete contro Denis Verdini”. Garantista come sempre.

Gaetano Quagliariello
“Abbiamo visioni diverse, noi da destra liberale e loro da giustizialisti”.

Enzo Scotti
“Il governo andrà avanti e saremo coesi”. Ottimista.

Roberto Formigoni
“Ora nessuno osi parlare di tagli”.
che ammette:"Non bastano gli aiuti di stato per aiutare la famiglia".

Arte, Cinema, letteratura e molto altro ancora
 
 
 
 
 "Biblioteca del pensiero liberale"