Il Predellino

Home
Irene se ne deve andare PDF Stampa E-mail
Venerdì 30 Luglio 2010 08:40

Quando il leader di An chiedeva le dimissioni del presidente della Camera colpevole di aver violato il patto di maggioranza.

(il Corriere della Sera, 14 febbraio 1995)

 

 

 

 

 

"Peccato! Non aveva cominciato male", commenta l' ex ministro Biondi, mentre Carlo Giovanardi (Ccd) ha "nostalgia" di Nilde Iotti e Giorgio Napolitano. Il durissimo attacco di Irene Pivetti a Berlusconi ha lasciato il segno. La polemica non si smorza, il Polo fa quadrato attorno al Cavaliere, e in molti chiedono che la presidente della Camera se ne vada.

In particolare i rappresentanti di Forza Italia. Cesare Previti, braccio destro del Cavaliere, e' categorico: "Alla sua livorosa operazione contro il Polo dovrebbe aggiungere due parole semplici: mi dimetto", mentre Cascio gia' raccoglie le firme per chiedere le dimissioni, e Di Muccio propone di boicottare la commissione speciale sulla Tv voluta dalla Pivetti. Intanto Dotti, capogruppo alla Camera, ha convocato il direttivo per "l' esame della situazione e l' adozione di eventuali provvedimenti".

Appena un filo piu' morbido l' atteggiamento di An: "La sua e' stata una dimostrazione di irresponsabilita' , . dice Fini ., mi auguro che senta la necessita' di rettificare. Altrimenti dovrebbe prendere in considerazione l' ipotesi di rimettere il proprio mandato, prima di tutto perche' e' stata eletta da coloro che ritiene irresponsabili, traditori e persino attentatori della democrazia". Pero' An non chiedera' le dimissioni, ne' prendera' altre iniziative: "Il nostro e' un giudizio politico", spiega Fini.

Inferociti anche tanti ex leghisti, come Emanuele Basile, che annuncia: "Non partecipero' piu' a sedute presiedute dalla Pivetti". D' Onofrio e Tajani accusano "sant' Irene" di aver voluto aprire, in modo clamoroso, la propria campagna elettorale. Piu' duro e' Tajani: "Pivetti e' stata baciata sulla fronte dalla fortuna, ma ha dimostrato di non essere all' altezza della situazione".

Meno aspro D' Onofrio: "Ho troppo rispetto per la Pivetti, che ho concorso ad eleggere presidente della Camera nonostante il linciaggio al quale veniva sottoposta dai suoi alleati d' oggi, per credere che la sua giovane eta' le abbia preso la mano fino a farla comportare da autentica lumbarda e non da signora di Montecitorio". Mentre Enrico La Loggia, presidente dei senatori di Forza Italia, si chiede: "Chi tira i fili?" e si risponde: "C' e' la regia mascherata anche se non piu' tanto occulta di quelle lobby e di quei poteri forti che per decenni hanno governato l' Italia all' insegna del consociativismo".

 E Raffaele Costa (UdC) invoca l' intervento di Scalfaro, anche in nome della par condicio. Giuliano Urbani, ex ministro di Berlusconi, ne fa una questione di fair play, e osserva: "Ma in questo Paese ho l' impressione che di fair play ormai siamo rimasti in pochi a poter parlare". Per Giulio Maceratini (An) la Pivetti e' "piu' simpatica che leale", mentre Marco Taradash ricorda che i riformatori furono gli unici, nel Polo, a non votare Pivetti: "L' errore fu fatto eleggendola".

A difendere Irene Pivetti sono in pochi. I leghisti fedeli a Bossi, come Formentini, Speroni, Leoni Orsenigo e Fante, e qualche progressista, come Piero Fassino ("Non si puo' censurare il suo diritto di dire quello che pensa"), Giuseppe Chiarante, Carlo Rognoni e il verde Edo Ronchi, che ironizza sui contestatori: "Da qual pulpito vien la predica!". Ma anche a sinistra la sortita della presidente di Montecitorio ha creato un certo imbarazzo.

Per Nando Dalla Chiesa, che fu il candidato progressista a sindaco di Milano, l' intervento di Pivetti "segna un punto di grave rischio per le istituzioni democratiche". Piu' diplomatico Claudio Petruccioli: "Ha cercato di fare un atto da mettere tra parentesi. Pero' poi e' un po' difficile chiudere le parentesi...". Gettano acqua sul fuoco i popolari Giovanni Bianchi e Guido Folloni: "Non facciamo i moralisti stagionali", dice il presidente del Ppi, mentre Folloni parla di "polemiche inutili", sostenendo che "i presidenti delle istituzioni, anche se esprimono giudizi politici vanno tutelati in quanto elementi di garanzia del sistema".

E Rocco Buttiglione: il presidente della Camera "deve essere al di sopra delle parti, ma se vede un pericolo per la democrazia fa bene a dirlo". Carlo Scognamiglio preferisce non pronunciarsi: "Non giudico. Aspetto di essere giudicato io per i miei atti". Intanto da un sondaggio telefonico di Datamedia, per conto del "Funari News", compiuto su 1100 persone, emerge che il 40,3% giudica l' intervento "non opportuno", il 32,5 lo trova "opportuno", il 26,1 ha risposto: "non posso esprimermi, non sono informato".

Infine, il presidente del movimento "Sovranita' popolare", Salvatore D' Anna, ha annunciato di avere denunciato la Pivetti "per violazione della Costituzione".

30 luglio 2010

 


  

Letture


DAL PDL