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Pdl: La vera sfida inizia dopo le Regionali
Pdl: La vera sfida inizia dopo le Regionali PDF Stampa E-mail
Lunedì 08 Febbraio 2010 08:12

La crisi del centrosinistra risiede nel non avere un leader che attiri i consensi , un Silvio  Berlusconi di sinistra. Odiano il Cavaliere perché vorrebbero tanto averne uno, ma si  sono dovuti accontentare, prima di Veltroni, poi di Franceschini e adesso di Bersani. Sono i più efficienti  rottamatori di segretari di partito della storia d’Italia.  


di Giovanni Calabresi

Romano Prodi ha declinato l’invito a candidarsi a sindaco di Bologna  e, non sapendo più dove sbattere la testa, adesso il Pd  si è gettato a corpo morto tra le braccia di di Pietro, con il suo giustizialismo e l’antiberlusconismo ad oltranza.
Ma, che ci volete fare, laddove manca un leader, si deve far ricorso all’anti-leader, al carisma negativo, al “lato oscuro della forza”, alla giustizia sommaria. Ormai Bersani, forte della sua debolezza, si è dovuto arrendere e ha dovuto stringere un patto di sangue con Dart Fener di Pietro, per poter ricostruire l’Impero della Sinistra, ridotto da anni a “gigante dai piedi d’argilla”. Persino in Toscana, da sempre roccaforte del Pci-Pds-Ds-Pd, il rosso si sta sbiadendo, al punto che Firenze è in mano al più migliorista della compagine Pd, Matteo Renzi, proveniente dall’area interna democristiana e che è causa di  non pochi mal di pancia per Bersani e compagni,  mentre Prato è stata espugnata dalle Forze della Libertà. Le Marche, l’Emilia Romagna e l’Umbria vacillano; nulla è scontato  e alle Regionali se ne potranno vedere delle belle.
In Puglia, Vendola è la testimonianza del fallimento della politica del centrosinistra e della vittoria del modello del leader a dispetto di tutto e tutti. E’ per questo motivo che ora più che mai è necessario che il Pdl non disperda forze nel dibattito interno e si concentri sul risultato, consapevole che Silvio Berlusconi è e sarà sempre la punta di diamante .
Non solo, una volta chiuse le urne all’indomani delle Regionali, è necessario lavorare ad un progetto più ampio che – come dice Giorgio Stracquadanio – ridisegni l’alleanza tra Pdl e Lega e la trasformi in qualcosa di più organico e strategico, dato che il partito di Umberto Bossi  è una costola fondamentale dell’alleanza delle Libertà. Ormai la Lega nei sondaggi supera l’11% dei consensi . In pratica, ha la percentuale di Alleanza nazionale al momento del suo scioglimento , ma è presente solamente in parte del territorio nazionale, essendo una forza a vocazione territoriale . Questo è un elemento che deve far riflettere. Abbiamo anche in Italia i Nostri Adenauer e Strauss . Senza considerare il Presidente della Camera, Gianfranco Fini,  statista di grande livello non solamente per come ricopre la sua carica, ma per la sua capacità di affrontare le sfide del futuro, in modo culturalmente coraggioso.
Quindi gli elementi di riflessione sono due. Il primo è che il Pdl-Lega Nord ha ben tre diversi leader dalle caratteristiche complementari, mentre il Pd si è annichilito nell’Italia dei Valori  di di Pietro; il secondo è che il vero lavoro inizia all’indomani delle Regionali, quando, forza maggioritaria a livello nazionale e regionale, il Pdl deve implementare la propria strategia ed il proprio assetto ridefinendo l’alleanza con la Lega stessa  trasformandola in qualcosa di più e dando il giusto spazio alle esplorazioni culturali-programmatiche di associazioni e Fondazioni di riferimento.

8 febbraio 2010
 

 

 


  
 
L'Acquario

Oggi il pesce rosso è più laconico del solito perché un problema complesso ha trovato soluzione: «Che fai mi cacci?» Aveva chiesto l'uomo dalla cravatta rosa: Risposta secca : «Si!»
Ora tocca all'allegra compagnia di Bocchino Granata Viespoli risolvere un altro quesito: « Siam finiani o siam finiti?» 

Il Pesce rosso

30 luglio 2010

 



LETTURE

venerdì, 30 luglio

Bello, brutto e cattivo
Senza pietà: il Cavaliere va alla guerra contro i finiani con grande convinzione e determinazione. I retroscena di Paola De Caro e Alessandro De Angelis. Esulta Vittorio Feltri, convinto che la quiete, dopo la tempesta, non possa che far bene al governo.
Al “controcanto” pensa Giuliano Ferrara, mediatore fallito: Silvio ha sbagliato, meglio un divorzio razionale, così pagherà un prezzo.Poi però il direttore del Foglio enumera le ragioni che stanno dalla parte del Cav. Più rude Maurizio Belpietro: siamo solo all’inizio di una battaglia senza esclusione di colpi.
Più raffinato Mario Sechi: sbagliato e riduttivo pensare che sia un semplice ritorno alla divisione An-Fi.

Meteo politico
È l’ora delle previsioni: finiani in affanno al senato, i conti al momento non tornano. Gianluca Roselli, pallottoliere alla mano, spiega: Silvio deve trovare otto deputati per stare tranquillo. Ma potrebbe essere Rutelli, secondo il Giornale, l’ancora di salvezza del leader Pdl. Resta il rebus sulla presidenza della Camera: come cacciare l’ex leader di An? Azzardiamo un’ipotesi, un suggerimento che potrebbe muovere il duodeno di Gianfranco: la maggioranza che esce dall’aula quando vi entra lui.

Storia di un amore mai nato

L’imprenditore e il politico, 16 anni insieme senza volersi troppo bene. Firmato Pierluigi Battista.

Grandi manovre… quelle vere!

Poche ore prima del divorzio, la Camera ha approvato
la finanziaria che taglia gli sprechi, combatte l’evasione e aiuta l’Italia a uscire dal tunnel della crisi.

Cesare non vive a Palazzo Grazioli   

La procura di Roma smentisce la ricostruzione delle intercettazioni: con la P3
il premier non c’entra
. E adesso chi si scusa?

Obiettivo flessibilità
Caso Fiat, leggete
Oscar Giannino!

 

Aforismi fiorentini

Alla trasmissione Omnibus estate, su La 7, Livia Turco ha detto: “sono garantista, ma ci sono indagini e indagini”.
Poi ha spiegato che quella su D’Alema, per esempio, è diversa dalle altre.
Garantismo Turco?

 
Il Taciturno

30 luglio 2010


 



 Dal PDL


venerdì, 30 luglio

Benedetto Della Vedova
“Questa è paura della politica”. Intervento prevedibile e contorto.

Gennaro Malgieri
.
Ottimista come sempre: “Il divorzio di Fini peserà sugli equilibri del Lazio”.

Amedeo Labocetta
con buonsenso “Consiglio ai finiani, gli italiani non amano chi fa la guerriglia”. 

Carmine Santo Patarino

“Noi non abbiamo intenzione di andare via”. Coerente.

Francesco Divella
“Seguirò Fini fino alle estreme conseguenze”. Incosciente?

Domenico Di Virgilio
“Non mi pare ci siano prove concrete contro Denis Verdini”. Garantista come sempre.

Gaetano Quagliariello
“Abbiamo visioni diverse, noi da destra liberale e loro da giustizialisti”.

Enzo Scotti
“Il governo andrà avanti e saremo coesi”. Ottimista.

Roberto Formigoni
“Ora nessuno osi parlare di tagli”.
che ammette:"Non bastano gli aiuti di stato per aiutare la famiglia".

Arte, Cinema, letteratura e molto altro ancora
 
 
 
 
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