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Venerdì 05 Febbraio 2010 09:08 |
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Per Gabriele Albertini, sindaco dal 1997 al 2006 e ora europarlamentare del Pdl, hanno scelto la strada più semplice ma i blocchi non danno risultati e invece bisogna agire sui comportamenti
di Andrea Montanari da Repubblica - Milano
Come giudica i provvedimenti finora adottati dal Comune contro l'inquinamento? «Si è puntato troppo su un aspetto che ha una responsabilità modesta. Gli studi più importanti ci dicono che i trasporti sono responsabili soltanto del 30 per cento della concentrazione di polveri sottili. Il resto dipende dalla produzione di energia, dall'industria e soprattutto dal riscaldamento. Ma non capisco perché non si voglia abbattere questo tabù». Quale? «Anche con la sospensione della deroga ai diesel Euro 4 per il pagamento dell'Ecopass si è preferito scegliere la strada più semplice. Colpire solo le auto perché si vedono ed è facile controllarle. Molto più difficile controllare che la gente abbassi la temperatura nelle case. Invece dei blocchi del traffico o delle targhe alterne che come si è visto non servono, la mia proposta è: piuttosto che una domenica a piedi, indire una domenica con il riscaldamento a 20 gradi. I risultati si vedrebbero subito. Suggerirei al sindaco di fare una campagna di promozione della salute pubblica. Non si possono colpire sempre solo le auto. Sono la nostra libertà». Si spieghi meglio. «Quando ero sindaco, spegnevo sempre nel mio ufficio il riscaldamento. Nonostante questo c'erano più di venti gradi. Molti di noi sanno che negli uffici pubblici la temperatura arriva anche a 28/29 gradi. Nelle case i tecnici possono controllare le caldaie, ma nessuno ha il diritto di entrare per misurare la temperatura. Per questo ci vuole una campagna culturale. Mi sono abituato a girare il mondo con la maglietta e i mutandoni di lana. Si sta benissimo. La maggior parte delle persone, invece, preferisce stare magari con le finestre aperte in casa e con la maglietta». Ma il sindaco Moratti sostiene che da quando c'è l'Ecopass l'inquinamento si è ridotto del 17 per cento. «Perché confonde le emissioni con le concentrazioni. Nessuno ha l'anello al naso. Se è per questo quando Londra introdusse la congestion charge le emissioni si sono ridotte anche del 30 per cento. E chiaro che se in una zona della città si elimina l'elemento che causale emissioni, queste diminuiscono. Ma le polveri si spostano. Come tutti sanno l'aria è un fluido. E ciò che respiriamo ogni giorno sono le concentrazioni, non le emissioni». Dunque? «L'Ecopass lo avevo criticato fin dall'inizio. Anche l'istituto di Epidemiologia aveva sostenuto che avrebbe avuto effetti talmente bassi che la riduzione delle polveri è molto più probabile che sia dipesa da altri fattori, come il vento e la pioggia». Lei a questo punto cosa farebbe? «Mi impegnerei in una battaglia per far cambiare le abitudini sbagliate sul riscaldamento. Consiglierei anche alle mamme antismog di far indossare ai loro figli delle magliette della salute e magari di mettersele anche loro. Abbassando la temperatura in casa non solo si sta meglio, ma ci si ammala anche meno».
5 febbraio 2010
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