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Una nuova generazione di politici
Una nuova generazione di politici PDF Stampa E-mail
Giovedì 04 Febbraio 2010 07:28

Sandro Bondi, coordinatore del Pdl, scrive al direttore de il Foglio.

 

 

 

 

 

In un Suo articolo dedicato alla politica di Casini Lei ha detto di stupirsi. Di stupirsi non solo per la politica dei due forni seguita dall'Udc in queste elezioni regionali, ma soprattutto - credo - per un atteggiamento che svincola le scelte politiche da ogni riferimento a determinate visioni della società, a cui pure dichiara di ispirarsi. Più o meno lo stesso ragionamento contenuto in un editoriale del quotidiano dei vescovi, nel quale si denuncia un utilitarismo politico che mortifica una scelta identitaria e valoriale.
In questo modo l'agire politico prende una traiettoria totalmente disancorata da ogni idea o riferimento di carattere culturale, per divenire un'astratta geometria del potere che si illude di essere utilitaria. Quanto più la politica pretende di essere autonoma dagli ideali, tanto più si espone a sconfitte e insuccessi. Il caso della Puglia è emblernalico. Sia D'Alema che Casini hanno avuto la presunzione di impiantare un laboratorio in una terra ricca di passioni politiche come la Puglia, calato dall'alto e frutto di accordi presi a tavolino, esponendosi a una sconfitta prevedibilissima. Nonostante tutto, essi continuano a ritenersi dei professionisti della politica, mentre appaiono in realtà dei veri e propri dilettanti allo sbaraglio. Quello che mi stupisce di più, o I meglio che mi preoccupa di ' più, in tutto questo è la scomparsa di una classe dirigente nel nostro paese.
Devo dirLe la verità. Io che sono stato sindaco di una piccola città della Toscana, seppure militando
con passione in un partito che era innanzitutto una grande scuola di politica, quando sono stato catapultato a Roma grazie al presidente Berlusconi, guardavo a questi personaggi con rispetto, nella convinzione che fossero esponenti politici di livello, membri autorevoli della classe dirigente di un paese importante come l'Italia, Conoscendoli da vicino, ho potuto constatare quanto la loro fama fosse in fondo immeritata. La stragrande maggioranza dei componenti di questo mondo politico vive in un mondo estraneo alla vita reale, in una sorta di - bolla ideologica che man mano si allontana dalla dimensione della realtà
Sono così portati a credere che la bolla in cui sono immersi corrisponda al mondo concreto, alla società in cui pure si trovano a vivere. Sono in fondo dei disadattati, convinti però di essere detentori di un sapere superiore al quale tutti dovrebbero elevarsi o uniformarsi. Nonostante la rivoluzione e la ventata di novità impressa da Berlusconi alla vita politica italiana, i partiti e i loro apparati sono ancora in gran parte sotto l'influenza di una mentalità e di una cultura politica ancorate al passato, ancora intrise di ideologia piuttosto che di un sano realismo unito a forti convinzioni ideali. Io spero che il presidente Berlusconi sia sostenuto nell'impegno di completare la preparazione di una nuova generazione di esponenti politici, formati all'originalità della sua esperienza politica, e capaci di traghettare l'Italia verso un reale cambiamento. Una nuova generazione di politici capaci di tenere insieme valori e scelte politiche, appartenenza politica e visione degli interessi generali del paese. L'Italia potrebbe contare finalmente su una nuova e vera classe dirigente, la cui mancanza oggi si avverte drammaticamente.
Con affetto

4 febbraio 2010

 


  
 
L'Acquario

Oggi il pesce rosso è più laconico del solito perché un problema complesso ha trovato soluzione: «Che fai mi cacci?» Aveva chiesto l'uomo dalla cravatta rosa: Risposta secca : «Si!»
Ora tocca all'allegra compagnia di Bocchino Granata Viespoli risolvere un altro quesito: « Siam finiani o siam finiti?» 

Il Pesce rosso

30 luglio 2010

 



LETTURE

venerdì, 30 luglio

Bello, brutto e cattivo
Senza pietà: il Cavaliere va alla guerra contro i finiani con grande convinzione e determinazione. I retroscena di Paola De Caro e Alessandro De Angelis. Esulta Vittorio Feltri, convinto che la quiete, dopo la tempesta, non possa che far bene al governo.
Al “controcanto” pensa Giuliano Ferrara, mediatore fallito: Silvio ha sbagliato, meglio un divorzio razionale, così pagherà un prezzo.Poi però il direttore del Foglio enumera le ragioni che stanno dalla parte del Cav. Più rude Maurizio Belpietro: siamo solo all’inizio di una battaglia senza esclusione di colpi.
Più raffinato Mario Sechi: sbagliato e riduttivo pensare che sia un semplice ritorno alla divisione An-Fi.

Meteo politico
È l’ora delle previsioni: finiani in affanno al senato, i conti al momento non tornano. Gianluca Roselli, pallottoliere alla mano, spiega: Silvio deve trovare otto deputati per stare tranquillo. Ma potrebbe essere Rutelli, secondo il Giornale, l’ancora di salvezza del leader Pdl. Resta il rebus sulla presidenza della Camera: come cacciare l’ex leader di An? Azzardiamo un’ipotesi, un suggerimento che potrebbe muovere il duodeno di Gianfranco: la maggioranza che esce dall’aula quando vi entra lui.

Storia di un amore mai nato

L’imprenditore e il politico, 16 anni insieme senza volersi troppo bene. Firmato Pierluigi Battista.

Grandi manovre… quelle vere!

Poche ore prima del divorzio, la Camera ha approvato
la finanziaria che taglia gli sprechi, combatte l’evasione e aiuta l’Italia a uscire dal tunnel della crisi.

Cesare non vive a Palazzo Grazioli   

La procura di Roma smentisce la ricostruzione delle intercettazioni: con la P3
il premier non c’entra
. E adesso chi si scusa?

Obiettivo flessibilità
Caso Fiat, leggete
Oscar Giannino!

 

Aforismi fiorentini

Alla trasmissione Omnibus estate, su La 7, Livia Turco ha detto: “sono garantista, ma ci sono indagini e indagini”.
Poi ha spiegato che quella su D’Alema, per esempio, è diversa dalle altre.
Garantismo Turco?

 
Il Taciturno

30 luglio 2010


 



 Dal PDL


venerdì, 30 luglio

Benedetto Della Vedova
“Questa è paura della politica”. Intervento prevedibile e contorto.

Gennaro Malgieri
.
Ottimista come sempre: “Il divorzio di Fini peserà sugli equilibri del Lazio”.

Amedeo Labocetta
con buonsenso “Consiglio ai finiani, gli italiani non amano chi fa la guerriglia”. 

Carmine Santo Patarino

“Noi non abbiamo intenzione di andare via”. Coerente.

Francesco Divella
“Seguirò Fini fino alle estreme conseguenze”. Incosciente?

Domenico Di Virgilio
“Non mi pare ci siano prove concrete contro Denis Verdini”. Garantista come sempre.

Gaetano Quagliariello
“Abbiamo visioni diverse, noi da destra liberale e loro da giustizialisti”.

Enzo Scotti
“Il governo andrà avanti e saremo coesi”. Ottimista.

Roberto Formigoni
“Ora nessuno osi parlare di tagli”.
che ammette:"Non bastano gli aiuti di stato per aiutare la famiglia".

Arte, Cinema, letteratura e molto altro ancora
 
 
 
 
 "Biblioteca del pensiero liberale"