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Mario Valducci fa il punto sul partito dopo il caos-liste e rilancia il modello americano
di Andrea Camaiora da il Clandestino
Leader dei Club della Libertà, falange berlusconiana e vero gruppo di pressione interno al Pdl, Mario Valducci è rimasto non soltanto uno degli uomini più ascoltati da Berlusconi, ma anche uno dei suoi più fidati e cari amici. Questa volta però sulla gestione del Pdl in vista delle elezioni ha più di una riserva.
Presidente Valducci, che succede, si è stufato del suo partito? Mi sembra di stare in un partito vecchio, ancorato al modello novecentesco anziché alla moderna forma richiesta da una società in perenne cambiamento come la nostra. Ma chiederà a Berlusconi di tagliare un po' di teste dopo le elezioni? Ma no! Il problema non sono le persone. Il problema è il progetto politico, che oggi si è offuscato, e il modello di partito che va rinnovato. Se rimetteremo mano allo statuto e all'organizzazione, il resto verrà da sé. Domanda da un milione di dollari: nel Lazio la situazione si risolve? Berlusconi ha tracciato la linea oggi. Si scende in piena campagna elettorale, si fanno le elezioni. Parallelamente vanno avanti i ricorsi e gli accertamenti della magistratura. Certo è che c'è un vulnus per la nostra democrazia. Nella circoscrizione che rappresenta il 72% degli elettori del Lazio, il primo partito italiano non sarà assai probabilmente presente. La competizione è stata azzoppata su formalismi. Non sarebbe stato meglio il rinvio? Certo! Perché non è stato fatto? La proposta di Pannella si è scontrata con il niet di Bersani. In più il rinvio doveva essere firmato da un esponente del Pd, il vice presidente della giunta Esterino Montino. Avete compiuto degli errori? Errori non so, leggerezza senz'altro. Presentare le liste mezz'ora prima del termine è stato un azzardo. Il legittimo impedimento è stato approvato. Un bene o un male? Assolutamente un bene è da diciassette anni che certa magistratura condiziona la politica. Penso alla caduta del governo Berlusconi, provocata anche dall'avviso di garanzia in occasione del G7 di Napoli nel 1994, ma penso anche all'inchiesta che ha travolto il Guardasigilli Mastella e che ha portato alla caduta del governo Prodi. lo penso che sia ora di dire basta e di sancire l'autonomia e l'indipendenza della politica dalla magistratura. Che fa, Valducci, mi ribalta il principio costituzionale? No, lo adatto alla realtà politica degli ultimi anni. D'altra parte non è una mia invenzione che l'opposizione è guidata da due ex pm. E chi sarebbero? Di Pietro e De Magistris.. Chi se no?! Loro gridano e il Pd segue... E il rapporto con I'Udc? Sono con noi nel Ppe. Dobbiamo ricostruire un rapporto migliore con loro. D'altra parte anch'essi peccano un po' in ambiguità... E come recuperare i consensi persi a favore della Lega? Di questo parleremo all'indomani delle elezioni regionali. Torno a dire che occorrerà modernizzare il partito, renderlo più agile e meno ingessato. D'altra parte quando c'era Forza Italia, il modello vincente cui io guardo ancora, competeva alla grande con la Lega. Anzi, a dirla tutta quando c'era Forza Italia al Nord non avevamo un problema Lega. Un esempio su tutti? Nel 2006 Forza Italia e An presero più consensi divisi, di quanto non abbia raccolto il Pdl nel 2008.
11 marzo 2010
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