il Predellino

Home
Obbiettivo centrato
Obbiettivo centrato PDF Stampa E-mail
Venerdì 05 Febbraio 2010 09:12

La rabbiosa reazione di Teheran dà perfettamente il segno di come il viaggio di Silvio Berlusconi sia stato un successo, sia per i tempi scelti che per i contenuti.

di Carlo Panella da il Tempo

 

 

 

La televisione di Stato iraniana infatti ha attaccato Berlusconi in modo frontale e addirittura offensivo: «Dopo aver rilasciato dichiarazioni decisamente discutibili sull'Iran il premier italiano è arrivato a dire che la guerra contro Gaza fu giusta, calpestando così i cadaveri di 1.400 civili palestinesi uccisi l'anno scorso da Israele durante tre settimane di folli bombardamenti. E durante il discorso nella Knesset ha completato la serie di servigi fatti ai padroni israeliani, rivolgendo all'Iran tutte le accuse possibili, a partire da quella di voler sviluppare armi nucleari». Obbiettivo centrato, dunque: il regime degli ayatollah ha colto in pieno il successo della missione, lungamente preparata dalla Farnesina diretta da un Franco Frattini che ha dimostrato di saper perfettamente cogliere il momento giusto per effettuarla. La crisi israelo-palestinese si sta avvitando su sé stessa, non solo per le difficoltà dell'accordo, non solo perché Abu Mazen non è un interlocutore credibile, perché non rappresenta né Hamas, né Gaza (quindi metà della Palestina), ma anche perché Barak Obama, dopo aver annunciato al mondo un suo coinvolgimento totale, se ne sta interessando in modo clamoroso (e inquietante).
Derfidamente, il presidente siriano Beshar al Assad, che pure Obama ha sempre detto essere un interlocutore strategico per la soluzione della crisi, si è addirittura permesso di dargli del confusionario assenteista: «Non abbiamo ancora ricevuto dall'amministrazione Obama una chiara idea di quello che veramente vuole che succeda in Medio Oriente».
Berlusconi, invece - nell'abituale silenzio dell'Europa - ha detto chiaramente cosa vorrebbe che succedesse. Innanzitutto che Israele sia difesa dalle minacce di distruzione da parte del regime iraniano che ha esplicitamente paragonato a quello hitleriano. Poi, ha fatto sì che l'Italia sia ora il paese europeo più credibile sia nei confronti di Israele, che dei palestinesi di Abu Mazen (là dove il governo Prodi si era pericolosamente sbilanciato in pesanti critiche a Israele). A Israele, ha offerto la netta dissociazione da tanta parte dell'Europa, Francia inclusa, che aveva preso le distanze dalla guerra di Gaza, riconoscendola come «guerra giusta». Poi, e forse innanzitutto, ha riconosciuto lo Stato ebraico come parte integrante dell'Europa, non ancora quella politica, ma quella ancora più importante, figlia del patrimonio culturale giudaico-cristiano.
Ad Abu Mazen ha offerto pietà per i morti palestinesi di Gaza e soprattutto la ferma richiesta a
Nethanyhau - che sul punto è gelido - di un congelamento degli insediamenti in Cisgiordania. In conclusione, ha mostrato dal più caldo palcoscenico del mondo, che il suo governo non affonda nella melina che paralizza l'Ue e che l'Italia può, a buona ragione, essere l'unica nazione europea, in cui avviare colloqui di pace tra israeliani e palestinesi, con loro piena fiducia.

5 febbraio 2010

 


  



LETTURE

venerdì, 6 agosto

Retroscena
Silvio non resta a guardare e prepara già la controffensiva di settembre su due fronti: per il governo è pronto a chiedere la fiducia su giustizia, fisco, federalismo e mezzogiorno; per il partito pensa a un’autentica rivoluzione e all’azzeramento dei vertici. Ma nella testa ci sono pure le elezioni: pronta una macchine elettorale in stile Obama. E ora da Fini sembrano arrivare i primi segnali di tregua. Quando giocando col fuoco ti scotti, ci pensi un po’ prima di rifarlo…

Analisi
Piero Ostellino suggerisce al premier di recuperare la vecchia spinta liberale per uscire dal guado e vincere la sua battaglia.
Davide Giacalone invoca la Terza Repubblica prima del voto e Maurizio Belpietro preferisce invece soffermarsi sull’atteggiamento di Fini: “Si comporta peggio di tutti”. Ci va giù pesante anche Giampaolo Pansa: “Gianfranco? Un tattico senza strategia”. Lapalissiano ma leggibile.

Scandalo
Appartamento di Montecarlo: nella sede di An è arrivata la Finanza. Secondo Alessandro Sallusti adesso spunterebbero addirittura altre case, mentre l’infaticabile Gian Marco Chiocci scopre che quell’immobile non doveva finire ad Alleanza Nazionale.
Panorama indaga su quel “tesoro di donna” di Elisabetta Tulliani e Flavia Perina esulta, un pizzico in ritardo, per la nuova operazione trasparenza. Mario Sechi dalle colonne del Tempo cita l’Economist. Il colpo finale lo infligge Franco Bechis con l’ennesimo scoop: ecco la storia dell’uomo di An in Rai purgato per i no a Lady Fini.

Recupero evasione, altroché chiacchiere!
Evasione, recuperati ben 4,9 miliradi in soli 7 mesi. Roba da far impallidire pure Visco e Padoa Schioppa. Il Foglio gongola per l’ultimo successo della politica del fare.

Baffino
Massimo D’Alema sempre più preoccupato dall’attivismo del rivale Nichi Vendola, osannato persino da El Pais. E al Riformista punta i piedi: “Non può essere il leader del centrosinistra”.

Spatuzza giornalista. I miracoli dei giornali di De Benedetti
Consacrazione finale per l’eroe numero uno degli anti Cav. Il pentito diviene addirittura grande firma dell’Espresso.



 Dal PDL


venerdì, 6 agosto

Tra un Bocchino e una Granata
Fini finirà vittima dei suoi stessi uomini. Parola di Maurizio Lupi.

Un nuovo Pdl
Partirà dai collegi elettorali. L’intervista di
Gaetano Quagliariello

al Sole.

Il governicchio no
Assolutamente contrario Lamberto Dini: “L’incertezza spaventa i mercati”.

Profeta senza patria
Gennaro Malgieri attacca: “A Roma il finismo ha fatto flop”.

Tutti mi cercano, nessuno mi trova
Parla Giuseppe Consolo, il finiano assente alla mozione Caliendo.

Comunista io?
Italo Bocchino tiene a precisare: “Noi mai con la sinistra”.

L’urna della paura
Silvano Moffa, portavoce di Fli, prova ancora a scongiurare le elezioni.

Lo scaricabarile
Casa dei misteri, Enzo Raisi tira in ballo Ignazio La Russa.

La decima finiana
La new entry
Barbara Contini si confessa alla Discussione.

L’acqua calda

Beppe Pisanu fa una scoperta epocale: “No alle elezioni anticipate, in parlamento tantissimi i contrari”. Ma dai?

Folgorata sulla via di Damasco
Con una lunga intervista
Il Secolo celebra
Chiara Moroni
.

Rabbrividisco e impreco
La delusione di
Stefania Craxi contro l’ex compagna di partito: “La ragazza contraddice se stessa”.

Il ritorno di Scajola
L’ex ministro si riprende la scena: “Incarichi? E’ presto”.

Nelle mani di un capopolo
Raffaele Fitto replica a muso duro alle accuse di Nichi Vendola.





Arte, Cinema, letteratura e molto altro ancora
 
 
 

 


Aforismi fiorentini
 
Ben informati riferiscono che incontrando Fini e Rutelli, Casini, orgoglioso, abbia detto: “quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare”.
Momento di imbarazzo.
Poi hanno spiegato a Fini che non si riferiva alle slot machines di Atlantis Word. 

 
  Il Taciturno

6 agosto 2010