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Nel silenzio imbarazzato della stampa internazionale, sta muovendo i suoi passi forse l’unico leader europeo in circolazione.
di Antonio Cianci
Presente su tutti i temi caldi, ha stabilito il primato dei rapporti con la Federazione Russa, ha sviluppato un importante accordo con la Libia sull'immigrazione, ha riannodato i rapporti con la Cina su base pragmatica e di reciproca collaborazione, non ha mai fatto mistero della sua vicinanza alla Turchia. E’ stato l’unico, tramite il capo della protezione civile Bertolaso, a dubitare dell’efficacia degli aiuti americani a Haiti, potendolo fare dall’alto dei risultati raggiunti dal suo governo nella gestione di tutte le situazioni di emergenza, Afganistan e Iraq compresi, in cui è stato impegnato negli ultimi anni. E adesso, con una autorevolezza cui l’Europa non è più abituata, ha segnato una traccia per superare l’annoso problema che vede Israele minacciata dall’integralismo e del fanatismo. Lo ha fatto nel modo più nobile: ricordando il merito straordinario di Israele, che è quello di essere l’unica democrazia nel Medioriente e, come tale, vista come minaccia da parte dei regimi totalitari della zona, che fanno uso della religione come scudo per le loro politiche di mantenimento assolutistico del potere. Questo leader si chiama Silvio Berlusconi, e le sue parole al Knesset, il parlamento israeliano, dove è stato – primo premier italiano – invitato a parlare sono state davvero straordinarie: “Il vostro Stato è davvero il simbolo della possibilità di essere liberi e di far vivere la democrazia anche al di fuori dei confini dell’Occidente. Ed è proprio per questo che risulta una presenza intollerabile per i fanatici di tutto il mondo”. Parole seguite dai fatti, che prevedono la chiusura di rapporti commerciali con l’Iran e la richiesta di sanzioni contro la proliferazione nucleare di Teheran. Le iniziative strategiche che Berlusconi sta completando lo vedono unico Capo di Stato dell’Unione Europea in prima linea. Ma non solo. L’assenza degli Stati Uniti lascia scoperto l’intero Occidente. Ed ecco, in questo scenario, la ritrovata grandezza di Berlusconi. come ricorda il professor Arduino Paniccia, docente di Relazioni Internazionali all'Università di Trieste, su Affari Italiani.it: “Il premier ha capito che la politica di Obama sta incominciando a lasciare dei vuoti e poiché i vuoti sono pericolosi e vedendo che l'Ue non li riempie, ha preso l'iniziativa”. È una iniziativa importante. Se poi la timida e pallida Unione Europea seguirà, meglio. Intanto l’Italia segna il passo della politica estera internazionale. E, finalmente, un Capo di Stato europeo sta intervenendo per trovare delle soluzioni nel conflitto israelo-palestinese. Erano anni che la cosa non si vedeva.
5 febbraio 2010
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